La Germania riconferma la Merkel

Merkel_vince_elezioni280909La Cancelliera alla fine ha vinto. Il suo partito (la Cdu) ha avuto un forte calo delle preferenze, la Spd (il più antico partito della sinistra europea) ha subito un tracollo molto pesante e l’affluenza è stata la più bassa dal dopoguerra, ma lei ha vinto.
Angela Merkel sognava questo risultato: un voto chiaro per una stabile maggioranza.
Quasi vent’anni dopo la caduta del Muro di Berlino, la Germania sceglie di mantenere al potere la cancelliera, la “donna più potente del mondo”, ma con un chiaro mandato: svolta conservatrice-moderata, nuova coalizione di centrodestra con i liberali, rottura della Grosse Koalition con la Socialdemocrazia che ha governato la prima potenza europea per i quattro anni dell’ultima legislatura.
La Merkel dovrà necessariamente cambiare parte della politica adottata negli ultimi anni anche perché stavolta non dovrà scendere a compromessi con la Spd. Nessuna più “grande coalizione”, cioè alleanza tra cristiano-democratici e socialdemocratici, ora ci sarà una “piccola coalizione”. E non è solo una questione di parole. I socialdemocratici dovranno asciugare le lacrime e ripartire dopo questa sconfitta che è la peggiore nella storia del partito dal 1949.
Ora l’ex ragazza dell’Est inizia la sua quinta vita e potrà finalmente prendere delle decisioni nette negate negli ultimi quattro anni a causa del continuo compromesso con la Spd. Ad esempio sul nucleare: la Cancelliera voleva che le centrali in funzione andassero avanti, la Spd le voleva chiudere entro il 2020. Ora assieme ai Liberali, ne prolungherà la vita, se non ne farà aprire di nuove.
Sull’Afghanistan, poi, non sarà più obbligata a parlare di ritiro e potrà posticipare quest’evento. La questione tasse, come tutte le maggioranze di destra, ritornerà centrale con il probabile taglio delle imposte a imprese e individui e forse anche la riduzione dell’imposta di successione. Argomenti decisamente tabù quando la Cdu era alleata all’Spd.
Ma non saranno tutte rose quelle in mano alla signora Merkel che, sul fronte economico, avrà non poche gatte da pelare. Il paese ha sofferto un brusco calo della produzione tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009, soffrendo più di altri della recessione mondiale. La nuova maggioranza dovrà anche ridurre il debito pubblico, orma intorno all’80%.
Nel frattempo l’Europa, gli Stati Uniti, la Russia, la Cina e l’India possono stare tranquilli perché la conferma della “ex ragazza dell’Est” significa continuità nella politica estera tedesca.
La Merkel dovrà, però, cercare di recuperare l’interesse dei tedeschi verso la politica che, come dimostra l’affluenza decisamente bassa rispetto alle precedenti elezioni, è diminuita.
La prima donna della Germania dovrà però imparare a scegliere i colori con cui vestirsi. Alla conferenza stampa per i primi commenti sul voto, la Merkel indossava una giacca rossa su pantaloni neri e un giornalista (che forse non aveva niente di meglio da chiedere) le ha fatto notare che non era una combinazione del tutto adatta alla circostanza dal momento che il nero è sì il colore della Cdu ma il rosso è il colore dei socialdemocratici e insieme sono i colori della Grosse Koalition uscita sconfitta.
Ma lei, che in passato non si è lasciata turbare nemmeno da chi le faceva cucù, si è subito ripresa rispondendo che era del tutto casuale e in futuro indosserà sicuramente qualcosa di giallo.
Marianna Lepore


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