Vincere o perdere in Afghanistan

afghan graves AP

La presidenza di Obama ha già dato molti segnali di cambiamento rispetto all’amministrazione Bush in politica estera, dalla chiusura di Guantanamo alla decisione del ritiro dall’Iraq. Non è ancora chiaro però se questa campagna per raffreddare la contrapposizione tra America e mondo islamico stia funzionando in Afghanistan e in Pakistan. Mercoledì 6 aprile più di 100 civili sono morti a causa di bombardamenti americani nella parte ovest del paese. 

La maggior parte di loro a quanto sembra erano donne e bambini che avevano cercato rifugio nelle case. Domenica 3 i soldati italiani hanno ucciso per errore una ragazzina di 13 anni ad un posto di blocco. Il presidente afgano Karzai ha protestato con durezza e Barack Obama ha detto che gli Stati Uniti faranno di tutto perché simili errori non si ripetano. 
Nel 2008 ci sono stati più di 2118 morti civili in Afghanistan, e non è un bel dato sapere che ben 828 di loro sono stati causati dai bombardamenti delle forze di coalizione, condotti soprattutto durante la notte. Già a dicembre il generale McKiernan aveva emanato una direttiva invitando a “risposte proporzionate” per evitare vittime civili. Ma è chiaro che ancora non basta ed è necessario condurre la guerra contro il terrorismo in tutt’altro modo, ad esempio evitando di colpire civili innocenti. L’appoggio ai talebani ancora presente in vaste zone del paese non diminuirà se le forze della coalizione non dimostreranno davvero di essere diverse e migliori. E aver ucciso “solo” 828 civili rispetto ai 1290 uccisi dai talebani non è una grande pubblicità per le democrazie occidentali. 

Francesco Defferrari

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