Come perdere una guerra

Afghanistan, villaggio bombardato

Dopo 8 anni di guerra è arduo dire che in Afghanistan la coalizione internazionale stia vincendo. Quando lo si dice sembrano un pò i comunicati dei russi negli anni ’80. Dicevano sempre di essere vicini a sconfiggere i mujaheddin e poi non era mai vero. Quei combattenti afghani erano finanziati dalla Cia e sostenuti dagli Stati Uniti. Quelli di oggi hanno certamente dei finanziamenti da parte del mondo islamico, e altrettanto certamente hanno l’appoggio di una grossa parte della popolazione afghana.

Il governo ha difficoltà a controllare il paese e la stessa Kabul, come purtroppo dimostrano gli attacchi all’alba del 4 agosto. Ma il problema è più grave degli attacchi in sè e riguarda la possibilità reale di stabilizzare il paese
La superiorità militare non sempre basta per vincere le guerre, o almeno dipende da come viene impiegata. Gli Stati Uniti furono sconfitti in Vietnam perché non potevano impegnare in quel conflitto la stessa forza umana, militare ed economica che avevano impegnato durante la seconda guerra mondiale. Forse avrebbero potuto vincere mandando molti più uomini, ma le proteste pacifiste interne e soprattutto il pericolo di irritare troppo l’Unione Sovietica glielo impedirono. Ma probabilmente avrebbero perso comunque perché la loro giustificazione per la guerra non aveva fondamento. Il governo sud-vietnamita, dittatoriale e repressivo, era odiato da una grossa parte della sua stessa popolazione. Alla fine per vincere una guerra bisogna avere o una forza militare preponderante o l’appoggio diffuso della popolazione, meglio se tutte e due le cose insieme. Nel 2001 in effetti i talebani sono caduti con estrema facilità, sia perché attaccati da forze superiori sia perché non si erano fatti amare in modo particolare nei loro anni di governo. 
Adesso però la loro propaganda è efficace grazie agli errori dell’occidente. La coalizione internazionale ha paura di perdere troppi uomini, e quindi usa spesso gli aerei droni senza pilota per colpire i nemici. Questi aerei troppe volte sono stati guidati male e hanno bombardato villaggi inermi, funerali, matrimoni, greggi di capre e ogni altro genere di gruppo non identificato, provocando stragi di civili. Questo tipo di errori sono una manna dal cielo per la propaganda islamica. Non che i talibani siano meglio, visto che anche loro ogni anno uccidono almeno 1500 civili in attentati vari. Ma gli occidentali ne uccidono più di 1000
A fronte di tutto questo le parole del numero due di Al Qaeda, Ayman Al Zawahiri, suonano molto convincenti alle orecchie del mondo arabo e non solo. “Abbiamo assistito ad una nuova strage ai danni dei musulmani per mano di Obama, il bugiardo criminale”, dice riferendosi all’attacco di un drone nel Waziristan pakistano il 24 giugno, 60 morti tra i partecipanti a un funerale. “Asserisce di volersi sforzare per cambiare i rapporti con i musulmani ma provoca poi spargimenti del loro sangue – continua – Se pianta odio nel cuore dei musulmani raccoglierà solo morti. Obama cerca di vendere un’illusione, dice non odiateci, ma intanto ci uccide. Noi offriamo una tregua con l’Occidente che si basi su giuste condizioni. E’ possibile fermare questa guerra tra noi e l’Occidente se loro si ritirano dai territori musulmani, fermano ogni sfruttamento dei nostri beni, accettano un equo scambio dei beni, liberano tutti i nostri prigionieri e non si intromettono nei nostri affari abbandonando tutti i corrotti che governano i nostri paesi”. 
E’ chiaro che qui la propaganda di Al Zawahiri ha più di un fondamento di verità. Commercio diseguale, concessioni petrolifere regalate e governi corrotti e tirannici sono stati per decenni la regola nei rapporti tra occidente e mondo islamico. 
“I mujaheddin dopo sette anni di occupazione in Afghanistan sono ancora li a fronteggiare l’esercito più potente del mondo. La stessa cosa accade anche negli altri paesi dove la crociata contro l’Islam è fallita come ad esempio in Iraq o in Somalia”. E pure qui non gli si può dare torto. Il conflitto militare e propagandistico contro il terrorismo si potrebbe vincere solo con maggiore trasparenza. L’Occidente dovrebbe dimostrare al mondo islamico di essere davvero migliore dei suoi avversari. Era quello che Obama aveva promesso nel suo discorso al Cairo ma finora non si sono visti cambiamenti reali e quindi ad Al Qaeda viene facile dire che il nuovo presidente americano non è diverso dal vecchio. Certamente talebani e terroristi islamici non possono davvero vincere una guerra contro l’occidente, anche perché l’appoggio di cui godono nel mondo arabo è molto più limitato di quanto in genere si creda. Ma possono continuare a fare attentati per anni. E già da un pezzo le nazioni europee in Afghanistan non ne possono più e chiedono il dialogo con i talebani “moderati” pur di pacificare il paese. E’ abbastanza chiaro che se Obama non si differenzia in maniera molto più netta dalla politica di Bush in Afghanistan la guerriglia può continuare anche per sempre. E se gli occidentali alla fine rinunciano e si ritirano come hanno fatto i russi nel 1989 i talibani ed Al Qaeda potranno rivendicare la vittoria, anche se non hanno vinto nessuna battaglia. Ma l’Occidente avrebbe comunque perso la guerra

Francesco Defferrari

Una parte del documentario Rethink Afghanistan

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