Independence day a Vicenza

No dal Molin logo

Manifestazione a Vicenza contro la costruzione della base militare americana nell’aereoporto Dal Molin. Il corteo di circa 10.000 persone, riunito sotto lo slogan “No dal Molin, Yes we can” è stato all’inizio bloccato dai carabinieri, con cui ci sono stati scontri, poi è riuscito a proseguire. La protesta contro la base va avanti da quasi tre anni. I manifestanti chiedono al presidente Obama, nel giorno dell’indipendenza americana, di interessarsi alla questione della base, che dovrebbe diventare la più grande d’Europa. 

Tutto iniziò quando il precedente governo Berlusconi e il sindaco di centro destra della città decisero di concedere l’aereoporto alle forze armate americane, senza informare la popolazione locale. Ne nacque subito una protesta spontanea e trasversale, per una serie di motivi: l’eccessiva vicinanza della nuova base al centro della città, la distruzione di una grossa area verde, i pericoli per le falde acquifere, l’inquinamento acustico provocato dagli aerei, la temuta presenza di armi nucleari nella futura base, il probabile utilizzo futuro della struttura come principale base di partenza per le missioni degli Stati Uniti in Medio Oriente e in Asia. Il successivo governo Prodi ha confermato agli americani la disponibilità dell’aereoporto, ma il nuovo sindaco della città ha chiesto un referendum perché la popolazione locale potesse esprimersi. Il referendum però è stato bocciato dal Consiglio di Stato, anche se in un primo momento il Tar del Veneto aveva dato ragione a coloro che si oppongono alla base, perché era mancata il previsto assenso della popolazione locale. Il sindaco della città ha poi promosso comunque un referendum simbolico, anche se privo di valore legale, in cui il 20% circa degli abitanti della città è andato a votare contro l’ampliamento della base. 
Il principio fondamentale che non è stato rispettato in questo caso, come nel caso della Tav nel Mugello e in Val di Susa, è la necessità di consultare la popolazione locale quando si costruiscono gigantesche opere pubbliche. Dovrebbe essere un principio sacro della democrazia, ma se le decisioni vengono prese passando sopra la popolazione sulla base di “interessi generali” decisi dal governo a propria discrezione allora la democrazia ne risulta completamente svuotata di significato

Francesco Defferrari

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>