Guerra ai cittadini

Corteo di protesta a TerzignoA Terzigno e nei paesi vesuviani della Campania lo stato italiano è in guerra contro i propri cittadini. La gravità della situazione viene percepita poco e male dal resto degli italiani, in gran parte per la solita opera di propaganda e disinformazione attuata da televisioni e giornali filo-governativi. Non potrebbe essere altrimenti, perché i fatti di Terzigno dimostrano che una delle più grandi pretese propagandistiche di Berlusconi, quella di aver risolto il problema rifiuti in Campania, era una gigantesca bugia.

Il problema infatti non è mai stato risolto, è stato soltanto nascosto. Letteralmente, dentro discariche in teoria provvisorie in siti militarizzati, in modo che fosse impossibile alla popolazione protestare. Chi non conosce la situazione in Campania probabilmente non riesce a capire in che situazione si trovino gli abitanti di Terzigno e perché siano arrivati alla rivolta aperta.
In altre zone d’Italia è inconcepibile immaginare discariche enormi a cielo aperto a poca distanza dalle case e dai campi, che producono un odore insopportabile e giganteschi rischi per la salute delle persone a breve, medio e lungo termine. Chiedersi come si sia arrivati a questo punto è retorico, ci si è arrivati perché la Campania è da decenni nella morsa della corruzione e della Camorra, che si sono impadronite del ciclo dei rifiuti per arricchire criminali e politici corrotti.
Tuttavia la Camorra gestiva e spesso ancora gestisce il ciclo dei rifiuti un pochino meglio del governo: in genere seppelisce i rifiuti in vecchie cave o campi abbandonati, oppure li brucia illegalmente. Si tratta di soluzioni terribili per la salute ovviamente, che provocano un gravissimo inquinamento del territorio, ma il governo è riuscito comunque a fare peggio. Non soltanto infatti sta inquinando il territorio di un parco nazionale, ma ha reso anche l’aria irrespirabile e ora manda le forze dell’ordine a picchiare i cittadini che osano protestare. L’attuale sistema di eliminazione dei rifiuti in Campania è folle e profondamente ingiusto, con i paesi della provincia di Napoli che in pratica finiscono per farsi carico dei rifiuti della grande metropoli, l’unico inceneritore regionale, quello di Acerra, che funziona male e comunque inquina e avvelena. La soluzione migliore sarebbe quella di permettere ai piccoli centri di gestire soltanto i propri rifiuti, in gran parte con il riciclaggio, cosa che moltissimi paesi della Campania stanno già facendo, e trovare un’altra soluzione per i rifiuti di Napoli, che sono per forza di cose la quantità maggiore. Soluzioni possibili ce ne sarebbero molte per salvaguardare il territorio e la salute delle persone, e anche creare posti di lavoro in una regione che ne ha molto bisogno. Ma evidentemente manca la volontà politica di attuare qualsiasi progetto che non sia creare nuove discariche e picchiare i cittadini che protestano. Del resto dopo anni in cui la situazione dei rifiuti è stata fuori controllo, è impossibile credere che esista una buona volontà sociale e politica per trovare una soluzione condivisa con la popolazione.
E’ il solito stato italiano che il Sud Italia ha visto troppo spesso nella storia, corrotto, compromesso con le organizzazioni mafiose e tanto arrogante e violento da sembrare pure peggio dei criminali

Francesco Defferrari

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