A chi giova la Tav

Manifestazione No Tav del 23 gennaioIl 23 gennaio più di 20.000 persone hanno manifestato in Val di Susa contro il progetto della Tav, la linea ferroviaria ad alta velocità decisa in sede europea nel 1994. Per realizzarla servono 17 miliardi di euro, 10 dei quali dovrebbero essere sborsati dallo stato italiano. L’infrastruttura potrà muovere 120 milioni di tonnellate di merci, anche se la domanda reale prevista per il 2020 è soltanto di 40 tonnellate.

Oggi, 24 gennaio, il PD e il PdL piemontesi hanno organizzato manifestazioni in favore della Tav. L’Europa la vuole e la vogliono quasi tutti i partiti italiani. La voleva anche Di Pietro quando era ministro delle infrastrutture dal 2006 al 2008. E durante il suo ministero la Tav è andata avanti nel Mugello, in Toscana, provocando danni alle falde acquifere e al territorio per 740 milioni di euro. Durante il precedente governo Berlusconi la polizia ha usato i manganelli contro i manifestanti No Tav, come nella migliore tradizione delle dittature. 
Perché il partito del cemento non ha mai opposizione, in Italia. Basta vedere gli scempi che sono stati fatti nel nostro paese fin dagli anni 60 con la complicità e la gioia di tutti i partiti e le amministrazioni locali italiane. L’opposizione viene dalla gente della Val di Susa, che dalla Tav così fortemente voluta da tutti non si aspetta molti benefici, ma piuttosto molti danni. Qualcuno dice che gli interessi locali devono soccombere di fronte agli interessi generali. Ma esistono davvero questi famosi interessi generali? O si tratta soltanto degli interessi delle industrie che riceveranno miliardi di euro per un’opera immane e di dubbia utilità? Il volume del traffico di merci attuale e previsto nella zona, nonché tutte le direttrici alternative possibili, fanno pensare che sarebbe più che sufficiente modernizzare la linea esistente, piuttosto che realizzarne una nuova. Quindi l’unico interesse davvero presente nella storia della Tav non sembra affatto quello dei cittadini, ma il solito interesse del partito del cemento, padrone assoluto della maggior parte dei pariti e dei mass media italiani. 
Oltretutto, l’idea stessa che gli interessi locali debbano sempre soccombere di fronte agli interessi generali è aberrante per la democrazia: è la stessa logica applicata dai “cattivi” del film Avatar contro gli abitanti del pianeta invaso che, giustamente, si ribellano e resistono. Infatti i manifestanti No Tav hanno subito colto l’evidente parallelismo. Quella della Tav è la solita logica del costruire, consumare, distruggere che sta portando la civiltà umana verso l’autodistruzione
Mercedes Bresso, presidente PD della Regione Piemonte, dichiara che “non compete agli abitanti della valle dire se un progetto europeo è utile oppure no”. Come dire che la democrazia non esiste, i politici usano la parola solo per vincere le elezioni ma non è che ci credano veramente. 
Ecco la Tav, un caso emblematico dove si dimostra che per la Lega federalismo è solo una parola, per il PD democratico è solo una parola, perché di fronte al supremo, sacro interesse del partito del cemento la vera natura del potere viene alla luce. Gli abitanti della Val di Susa possono essere tranquillamente calpestati in nome delle “grandi opere”, un eufemismo che significa in realtà ingenti quantità del denaro di tutti distribuito ai soliti noti. Ecco l’Italia e l’Europa di oggi, senza democrazia, senza potere al popolo, dove gli interessi del denaro verranno perseguiti a qualsiasi costo, calpestando chiunque. 

Francesco Defferrari


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