Immigrati, 24 ore di sciopero

scioperoimmigratiQuando a dicembre si iniziò a parlare del primo sciopero degli immigrati, sembrava un progetto irrealizzabile. Oggi, invece, la protesta è in corso. Ventiquattro ore in cui non solo le badanti, ma anche i muratori, gli insegnanti, gli infermieri, i medici, i politici e i giornalisti, tutti immigrati, incroceranno le braccia. Una protesta nata in Francia grazie alla giornalista Nadia Lamarkbi, e poi ripresa in Italia e in gran parte d’Europa.

Sarà solo il primo appuntamento di una Primavera antirazzista in cui tutti gli immigrati che vivono in Italia difenderanno i propri diritti, quelli che nessuno sembra voler riconoscere. Parliamo di quasi 5 milioni di persone che vivono in Italia e che oggi si asterranno dal lavoro, prenderanno parte a cortei e sit-in. Certo, questa giornata non si potrà definire uno sciopero in senso tecnico. “Ci sarà uno sciopero solo in alcune città come Trento, Trieste e Modena, dove le sigle sindacali hanno accolto questa richiesta che arrivava dal basso – spiega Stefania Ragusa, presidente del Comitato “Primo marzo 2010” – per il resto i grandi sindacati a livello nazionale non ci hanno supportato, eppure nessuno ha mai pensato di indire uno sciopero etnico”.
La protesta, infatti, partiva dagli immigrati ma voleva coinvolgere tutti i lavoratori che non si sentono tutelati, che pensano di essere in qualche modo discriminati o che, semplicemente, non pensano sia giusto che i loro diritti siano diversi da chi lavora e produce ma è cittadino di un altro Paese.
Se in alcune città, come Napoli, Milano e Siracusa, il corteo di protesta si è svolto questa mattina, in altre la manifestazione sarà nel pomeriggio come a Roma dove la protesta partirà alle 17 da Porta Maggiore e alle 18, in piazza Vittorio Veneto, confluiranno i vari cortei per assistere agli interventi e ai concerti organizzati. Poi, alle 18.30, in tutte le città d’Italia verranno lanciati in cielo palloncini gialli, così che il cielo si colorerà di giallo. Questo è, infatti, il colore scelto per contraddistinguere la manifestazione.
Probabilmente a quel punto risuonerà nell’aria la domanda da cui tutto è partito: «Cosa succederebbe se i quattro milioni e mezzo di immigrati che vivono in Italia decidessero di incrociare le braccia per un giorno?»

Non solo Francia e Italia protesteranno, perché anche Spagna e Grecia hanno aderito. La rivoluzione in giallo, che ha spopolato sul web (con la nascita di un sito internet e di un gruppo su facebook) e ha raccolto appoggi ovunque, sarà solo l’inizio della campagna “Primavera antirazzista”, che andrà avanti fino al 21 marzo. Tra i prossimi appuntamenti ci sarà anche lo sciopero generale della Cgil del 12 marzo che, tra i suoi punti, avrà proprio la difesa dei diritti dei lavoratori immigrati.
In occasione dello sciopero la Coldiretti ha chiesto la «tempestiva pubblicazione del decreto flussi 2010 in gazzetta ufficiale, poiché il ritardo rischia di danneggiare settori di grande rilevanza per il Made in Italy agroalimentare».
Senza il decreto flussi 80mila lavoratori stagionali immigrati potrebbero non riuscire a entrare nel nostro Paese mettendo a rischio i raccolti delle nostre campagne.
Nonostante quello che una certa propaganda vorrebbe far credere, l’apporto dei migranti è infatti fondamentale per il funzionamento della nostra società. E oggi sarà una giornata per ricordarlo.

Se a scioperare sono gli immigrati

Marianna Lepore

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