Statali in piazza contro il Governo

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scioperoCgilUno sciopero generale che interesserà scuola, università, accademie, conservatori, enti di ricerca oltre a ospedali e uffici pubblici: la protesta di domani organizzata dalla Cgil contro il Governo durerà 8 ore. L’obiettivo è sollecitare il rinnovo dei contratti di categoria, per la stabilizzazione dei precari e contro la riforma della pubblica amministrazione voluta dal governo.

Le manifestazioni saranno organizzate in tutte le città e nella Capitale il corteo partirà da piazza della Repubblica per arrivare a piazza del Popolo dove si terranno i comizi dei leader della Fp-Cgil, Carlo Podda, della Flc-Cgil, Domenico Pantaleo, e del segretario generale della Cgil, Gugliemo Epifani.
Statali e precari tornano dunque in piazza perché questo Governo nulla ha fatto per aiutarli, troppo indaffarato a risolvere questioni che riguardano una sola persona piuttosto che il popolo. I politici, però, prima ancora che la manifestazione inizi già assicurano che sarà un flop. Secondo il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, lo sciopero della Cgil ha motivazioni politiche e non sindacali, quindi in piazza ci saranno solo comunisti incalliti e non persone che non riescono ad arrivare alla fine del mese e non hanno nessuna prospettiva di miglioramento. Il ministro Brunetta, invece, preferisce annunciare la bassa partecipazione alla manifestazione, azzardando il numero dei partecipanti in base agli scioperi passati. “Negli ultimi tre scioperi generali della Cgil nel pubblico impiego la partecipazione media è stata del 7-8%”. E non contento aggiunge anche che “Se poi le piazze sono coperte da pensionati e altri cittadini, questo fa parte della libertà di manifestare”.
Forse il Pdl ha paura che la manifestazione possa veramente riuscire, perciò è passata all’attacco. Addirittura il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, si è spinto a chiedere la sospensione del corteo di Roma per non creare disagi durante il periodo natalizio.
Domani, però, alcuni italiani scenderanno in piazza e non saranno solo pensionati o comunisti. Ci saranno tutti i comparti pubblici, contro la riforma Brunetta, per chiedere la stabilizzazione del personale precario, per ottenere lo stanziamento dei fondi in finanziaria per il rinnovo dei contratti per aumenti di 150 euro nel triennio, contro le decurtazioni in caso di assenza per malattia.
È presto per dire se la manifestazione avrà successo, o per azzardare le cifre dei partecipanti, secondo alcuni anche 100.000 lavoratori. In molti preannunciano che sarà una delle più grosse mobilitazioni di questo autunno. Guglielmo Epifani, segretario della Cgil, si limita solo a dire “Ci aspettiamo uno sciopero che riesca”.
Una protesta che non è stata organizzata a cuor leggero, come crede il governo. Perché uno sciopero generale si organizza solo in casi davvero gravi. E in questo momento, per il mondo dell’istruzione, è un momento grave. I tagli di risorse e personale previsti per i prossimi tre anni non solo elimineranno posti di lavoro, renderanno gli uffici pubblici ancora più lenti ma priveranno anche tanti ragazzi del diritto a studiare. E obbligheranno un Paese intero a rinunciare al suo futuro.

Marianna Lepore


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