Finte riforme e veri danni

Il governo Berlusconi ricomincia con il teatrino della finta riforma della giustizia, una storia che va avanti ormai più o meno da 18 anni. E’ noto infatti che il premier ha sempre sognato di eliminare la magistratura come potere autonomo: desiderio proibito di tutti i politici del mondo, ma che nessuno mai ha osato proporre in pubblico nelle democrazie liberali successive alla rivoluzione francese. Ma si sa, Berlusconi è il premier dei record e perché non dovrebbe tentare anche questo dopo averne già stabilito almeno altri due, il maggior numero di scandali sessuali della storia e il maggior numero di processi per corruzione ed evasione fiscale.

La riforma della giustizia in realtà non si farà mai: la maggioranza parlamentare, nonostante la compravendita di deputati e senatori, è comunque debole e il cambiamento di una parte fondamentale della Costituzione, in pratica dell’essenza stessa della divisione democratica dei poteri, richiederebbe un voto parlamentare a maggioranza dei due terzi, praticamente impossibile, o la vittoria in un referendum confermativo senza obbligo di quorum, estremamente difficile. E così alla fine dei conti quella di Berlusconi, nonostante tutto il suo potere televisivo, economico e politico, è soltanto una tattica per prendere tempo, sfuggire ai processi, poter dire ai suoi elettori che “lui voleva fare le riforme ma i comunisti e i giudici glielo impediscono”.
Il pericolo che questo governo riesca davvero ad eliminare di fatto la democrazia italiana è ancora piuttosto remoto, ma ciò non toglie che gli ultimi due decenni abbia fatto parecchio per eliminare la democrazia sostanziale, che già non godeva di ottima salute. Se Berlusconi infatti non è riuscito a compiere nessuna decisiva riforma fiscale né alcuna riforma della giustizia come aveva più volte spergiurato, i suoi governi hanno fatto veri, molteplici danni a questo paese: condoni edilizi e fiscali e depenalizzazioni della corruzione e dell’evasione, erosione dei diritti del lavoro e aumento del precariato, tagli indiscriminati alla scuola e alla cultura, appoggio ad esponenti politici collusi con le mafie, provvedimenti razzisti e discriminatori nei confronti degli immigrati, continue offese all’unità nazionale da parte della Lega, una legge inutilmente punitiva e controproducente contro il consumo di droga, una legge bigotta fondata su profonda ignoranza scientifica contro la procreazione assistita e continui attacchi alla laicità dello Stato. A parte tutto questo il berlusconismo ha affossato la democrazia italiana con una legge elettorale che toglie ogni potere ai cittadini consegnandolo in mano ai partiti e soprattutto con una continua propaganda televisiva populista mirata a seppellire la verità tra slogan e menzogne. E infine, aggiungiamo la degradazione della dignità delle donne che le televisioni di Berlusconi e i suoi comportamenti privati hanno provocato. 
La resistenza a tutto questo in Italia è ancora viva, forte, continua, la riforma della giustizia probabilmente non riuscirà mai a concretizzarsi e si spera anche che il parlamento italiano non arrivi mai a perdere ogni residua dignità fino al punto di nominare Berlusconi Presidente della Repubblica. Ma nonostante questo i danni che il berlusconismo ha causato a questo paese sono comunque enormi, estesi, forse irrimediabili. 

Francesco Defferrari

 
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