La propaganda è meglio della realtà

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La maggioranza degli italiani applaude con soddisfazione la criminalizzazione dei clandestini decisa dal presunto “decreto sicurezza”. Applaude al respingimento dei profughi in Libia. Applaude le ronde. E’ la vittoria della propaganda sulle realtà. Frutto di una politica populista che preferisce fare proclami piuttosto che affrontare i veri problemi. 

Colpa di molti giornalisti che hanno sempre dato grande risalto ai crimini dei clandestini sugli italiani, ignorando i crimini degli italiani sui clandestini e dei clandestini sui clandestini, che sono molti di più. 
La realtà è che gli stranieri in Italia sono ormai 4 milioni, compresi i cittadini comunitari. E’ un po’ difficile dire che l’Italia non sia multietnica, visto che ormai parliamo del 7% della popolazione. Quelli che hanno ottenuto la cittadinanza sono almeno 300.000. I nati in Italia circa 500.000. Il tasso di criminalità in questa popolazione è uguale a quello degli italiani. I clandestini sono moltissimi, da mezzo milione a 650.000. La maggior parte è tale perché pur essendo arrivata regolarmente in Italia ha perso il lavoro o ha lavorato in nero e non è riuscita a regolarizzarsi. Ora nel 2008 quanti clandestini sono stati raggiunti da decreto di espulsione per reati minori (come furto o spaccio)? 6000. Un numero strombazzato dalla stampa di destra come un grande successo del governo. Quindi solo il 10% dei clandestini doveva essere espulso. Ma questo significa che sono stati mandati via dall’Italia? Eh no. Circa 1000 sono stati tenuti in carcere per brevi periodi. Altri 1000 sono stati tenuti nei Centri di accoglienza sempre per brevi periodi. Quanti sono stati effettivamente caricati su un aereo per il loro paese? 40. Si avete letto bene, 40. Ed è sempre stato così, anche negli anni precedenti, anche durante il precedente governo Berlusconi, quando al massimo sono stati qualche centinaio. Ora è facile capire che deportare mezzo milione di persone sarebbe impossibile, oltre che illegale, anche perché la stragrande maggioranza dei clandestini, il 90%, sono solo persone che non hanno il permesso di soggiorno perché lavorano o hanno lavorato in nero per certi periodi. Colpa loro o colpa degli italiani che sguazzano nel lavoro nero da 60 anni? 
Bene anche espellere effettivamente 6000 persone sarebbe molto costoso e totalmente inefficace, perché quelli che sono stati espulsi per reati come il furto e lo spaccio hanno ottimi contatti con la criminalità italiana e quindi ritornano quando vogliono. E infatti anche i 30-40 espulsi ogni anno nella maggior parte dei casi ritornano. Non sono come i poveri profughi da rimandare in Libia. Allora questa è la realtà: soldi alle forze di polizia non ne vogliono dare. La giustizia non vogliono snellirla. Per costruire nuove carceri non vogliono stanziare fondi. 

A che serve quindi criminalizzare i clandestini? A nulla. A legare ancora meglio una parte di loro con la criminalità italiana. A impedirgli di partorire in ospedale, riconoscere i figli, mandarli a scuola, inviare soldi alle loro famiglie a casa. 

Una simile legge dunque non è solo moralmente sbagliata, è stupida e inutile. Ma gli italiani applaudono. Perché la propaganda è meglio della realtà.   

Francesco Defferrari

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