La nostra sicurezza

G8 Genova 2001

Un imputato è innocente fino al terzo grado di giudizio, ma un imprenditore assumerebbe mai un condannato in primo grado per rapina a mano armata? Qualcuno assumerebbe mai un condannato in primo grado per incendio doloso come guardiano notturno? Ovviamente no. Eppure in Italia tutti i poliziotti che sono stati condannati per violenze gravissime sono ancora in servizio.

I quattro agenti appena condannati per l’omicidio colposo (eccesso colposo nella sentenza) di Federico Aldrovandi sono ancora in servizio e ci resteranno. Uno di loro è stato appena mandato a gestire l’ordine pubblico del G8 in corso. Parliamo di un uomo che ha tenuto il suo stivale sulla schiena di un ragazzo che chiedeva aiuto, dopo averlo picchiato selvaggiamente, fino a quando non ha smesso di muoversi. A norma di legge è difficile licenziare un dipendente pubblico che abbia commesso abusi, fino a quando non ha avuto ogni possibilità di presentare appello. Ma sicuramente, come minimo, sarebbe stato più opportuno destinarlo a compiti che non abbiano nulla a che fare con l’ordine pubblico, visto il suo curriculum in merito. Sarebbe opportuno in realtà che lo stato italiano avesse dei meccanismi legali efficienti per sospendere e allontanare i rappresentanti delle forze dell’ordine che hanno violato la legge. Sarebbe anche opportuno che i loro sindacati e i loro colleghi evitassero di difenderli a prescindere quando su di loro ci sono dubbi così pesanti. 
Questo in realtà succede piuttosto raramente, anzi quasi mai. Persino la sospensione dal servizio dell’agente che ha ucciso Gabriele Sandri è arrivata con notevole ritardo, nonostante le accuse pesantissime di cui è imputato. I poliziotti e i dirigenti responsabili delle violenze al G8 di Genova sono in gran parte ancora in servizio attivo, e alcuni hanno anche fatto carriera. Quelli che non l’hanno fatta curiosamente sono coloro che hanno ammesso quello che era successo, e testimoniato contro i loro colleghi. 
Questo meccanismo di omertà e complicità verso i rappresentanti dell’ordine pubblico che hanno commesso reati è non soltanto indegno di un paese democratico, ma purtroppo somiglia più al comportamento di un’organizzazione criminale che non a quello che sarebbe lecito aspettarsi da persone che vengono pagate dai cittadini per combattere il crimine. 

Francesco Defferrari

 

Federico Aldrovandi

 

    

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