Odiosa onestà

Craxi e BerlusconiNel 92-93 Lega e AN erano in prima linea tra i giustizialisti che si scagliavano contro la corruzione del Pentapartito, rivelata in tutta la sua diffusione e “normalità” dalle inchieste di Mani Pulite. Oggi, tanti anni dopo, il PdL, in cui AN è entrata e di cui la Lega è alleata, è diventato il partito garantista. In realtà la coalizione di Berlusconi non era giustizialista nemmeno nel 94. E come poteva esserlo, visto che il leader era già indagato.

Oltre al magnifico leader inoltre Forza Italia già allora era piena zeppa di riciclati del pentapartito. Ma oggi la stessa coalizione non è veramente garantista, visto che nei confronti degli immigrati, dei reati di droga e di tutti gli illeciti commessi dai poveri non c’è traccia di garantismo, anzi vogliono le leggi più draconiane possibili. Infatti gli immigrati vengono imprigionati per mesi anche se non hanno fatto assolutamente niente, i piccoli tossicodipendenti che non costituiscono nessun pericolo sociale vengono ammazzati in carcere e suicidi, invivibilità e affollamento crescono nelle prigioni italiane. Per quanto riguarda i reati dei ricchi, in realtà molto più gravi e socialmente pericolosi di quelli dei poveri, invece vige il massimo garantismo. Ovvio che sia così, il presidente del consiglio è uno di loro. Truffe, falso in bilancio, evasione fiscale, inquinamento e collusione con la mafia sono tutti reati che nelle intenzioni del governo vanno depenalizzati o eliminati, e infatti lo stanno facendo
La strategia è ovvia, si vede ogni giorno nelle televisioni e nei giornali di regime. Istigare l’odio della gente contro i reati dei poveri e chiedere invece clemenza e comprensione contro quelli dei ricchi, come se solo i primi potessero fare veri danni. Ormai in Italia la gente non capisce quanto siano dannosi certi reati. Le truffe finanziarie sono quelle che fanno chiudere le aziende, creano le crisi economiche, distruggono posti di lavoro, spazzano via i soldi di chi ha fatto piccoli investimenti. Il danno che fanno è enorme rispetto al piccolo furto di un rom, eppure tutti odiano a morte i rom perché alcuni di loro rubano e nessuno odia chi truffa. 
L’evasione fiscale generalizzata che c’è nel paese implica che il peso della tassazione viene sostenuto in gran parte da chi non può evadere, cioè i lavoratori dipendenti, che in media non sono certo ricchi. 
L’inquinamento può arrivare a uccidere centinaia, migliaia di persone, come dimostrano i casi della Eternit e dell’Ilva di Taranto, e tantissimi altri. Oltre a quello che possono fare le centrali nucleari, se verranno davvero costruite. 
Le mafie non sono gruppetti di innocui imprenditori che si occupano soltanto dei propri affari, ma criminali che accumulano potere e ricchezza con l’intimidazione, la violenza, la truffa e l’omicidio, e così facendo rubano il futuro e la speranza a intere popolazioni. 
E nonostante questo i media di regime sono riusciti a rendere antipatici coloro che chiedono giustizia e rigore, mentre i collusi con le mafie, gli evasori e i truffatori passano per povere vittime del sistema giudiziario politicizzato. L’italiano medio che ha commesso al massimo qualche piccolo illecito arriva a identificarsi con un premier plurinquisito e pluriprocessato che cerca di sfuggire alla giustizia. Un caso unico al mondo, un trionfo totale e incredibile della propaganda, che è riuscita a rendere scusabile e comprensibile la corruzione e odiosa l’onestà. 
Ma quale futuro può esserci per un paese in cui una virtù è diventata un vizio? Mani pulite fu una reazione dell’Italia contro i ladri e i corrotti che avevano occupato lo stato per decenni. Ma i briganti, invece che essere sconfitti, con un colpo di mano hanno preso il controllo del paese, e ormai sono riusciti a convincere tanti, troppi italiani, che le loro rapine sono perfettamente legittime. Anzi, oggi la maggior parte dei politici italiani vuole dedicare strade e piazze a Craxi, l’uomo che ha distrutto il partito socialista e ha regalato le televisioni a Berlusconi. Il padrino ideale per l’Italia dei briganti. 

Francesco Defferrari

 
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