Rinchiusi per dire no al nucleare

pazzisietevoirinchiusicontronucleareNegli ultimi mesi in tanti, complice il disastro di Fukushima, si sono chiesti cosa succederebbe in Italia nel caso di un incidente nucleare. Ora ci sono sette ragazzi che hanno deciso di sperimentarlo e dal 12 maggio si sono rinchiusi in una casa, sigillati dentro, porte e finestre sbarrate proprio come dopo un disastro nucleare. Le loro giornate da rinchiusi, senza cambio di aria, le stanno raccontando 24 ore al giorno con una webcam. La salvezza sarà il 12 Giugno, quando usciranno per andare a votare Sì (e quindi dire NO) per il referendum abrogativo sul nucleare.

Ed è proprio il quesito sul nucleare quello che rischia una seria battuta d’arresto, a differenza di quelli su acqua pubblica e legittimo impedimento, dopo la decisione del Governo di applicare una moratoria sul decreto nucleare in seguito agli incidenti di Fukushima.
Così ecco che Giorgio, Alessandra, Pierpaolo e Luca, a cui poi si sono aggiunti Silvio, Marco e Alice, con il sostegno dell’associazione ambientalista Greenpeace, hanno deciso di applicare alla lettera il protocollo di radioprotezione e sensibilizzare gli italiani sulla questione nucleare. Vi siete mai chiesti com’è svegliarsi la mattina e non aprire la finestra della stanza? O non poter bere l’acqua del rubinetto? O, ancora, non poter mangiare nessun cibo fresco come vegetali, latte, carne, pesce e dover ricorrere a scatolame di vario genere? O, la peggiore tra tutte, restare per 30 giorni chiusi nello stesso ambiente senza nemmeno scendere dal giornalaio sotto casa? Questi quattro giovani lo stanno sperimentando sulla loro pelle ed è certo che il 12 giugno andranno a votare Sì ancora più convinti di prima. I pazzi siete voi, è il titolo della loro singolare iniziativa. A chi si riferiscono? Agli italiani: “I pazzi siete voi se non andate a votare Sì il 12 e 13 giugno” scrivono nel sito che racconta la loro avventura.
Una protesta che mira a coinvolgere in particolare i giovani, quelli che passano molto tempo in rete e che condividono sui social network le loro idee e i loro interessi. “Diffondete i nostri messaggi, organizzatevi, inventatevi una vostra azione. La nostra protesta dovrà crescere ogni giorno di più”, è l’appello di questi ragazzi.
Giorgio, Alessandra, Pierpaolo e Luca si sono bene attrezzati: hanno creato un sito, I pazzi siete voi, in cui raccontano le loro giornate con la diretta video 24 ore su 24 della loro esperienza, ci sono poi i video messaggi su YouTube e Twitter oltre al resoconto delle giornate sui loro personali profili Facebook.
Nell’organizzare questa protesta il pensiero è andato soprattutto ai giovani nel distretto di Fukushima, quelli che non hanno avuto il tempo di prepararsi con le provviste per il mese, di consultare il dietologo e di documentarsi prima di quest’esperienza. Giorno per giorno vi informiamo su quelle che sono le numerosissime difficoltà di una vita in queste condizioni. – scrivono i ragazzi, per poi spiegare che – È la rabbia che ci ha spinto a intraprendere una protesta così estrema, non accettiamo che qualcuno decida per noi il nostro futuro.
Un esperimento portato avanti anche se, come ha spiegato Salvatore Barbera, responsabile della campagna nucleare di Greenpeace, “non sappiamo ancora se il referendum ci sarà o meno. Sappiamo però che c’è un’enorme disinformazione e se si voterà dobbiamo convincere 27 milioni di italiani ad andare alle urne e scegliere Sì”.
Venticinque anni fa, dopo l’incidente di Chernobyl, gli italiani scelsero di rinunciare a questa energia. Tra 26 giorni saranno chiamati a esprimersi di nuovo sul nucleare. Il tempo stringe e bisogna ricordare a tutti l’importanza di andare a votare. In Sardegna ci sono andati oggi, ha votato oltre il 59% degli elettori e i risultati parziali mostrano una netta prevalenza dei sì contro il nucleare, con il 97,98%.
Una notizia che arriva come una boccata d’ossigeno per i quattro giovani rinchiusi, appena all’inizio della loro lunga protesta.

Marianna Lepore

 

    

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