La censura colpisce anche Gesù

Ecce homo di Antonio Ciseri“La mia casa è una casa di preghiera ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri”. E’ la frase che Gesù dice nel Vangelo secondo Matteo dopo aver cacciato i mercanti dal tempio. Ma quando alcuni solerti funzionari dello stato hanno visto una tale frase esposta alle finestre di una casa di Palermo poco prima della visita del Papa, ritenendola magari un motto di pericolosi sovversivi, hanno pensato bene di rimuoverla.

In spregio al diritto alla libertà di parola e in spregio alla Costituzione ma soprattutto, in spregio al senso del ridicolo. L’unico elemento divertente di quest’Italia degradata è infatti il grottesco involontario prodotto quotidianamente dalle iniziative di censura che piovono da ogni parte. Il censore infatti rivela sempre la propria cattiva coscienza, e ovviamente chi ha deciso che lo striscione andava tolto ha intuito che la frase di Gesù descrive un pò troppo bene sia la Chiesa di oggi che il mondo politico del paese. 
Non è stato l’unico episodio: la polizia, sempre senza diritto e senza uno straccio di mandato giudiziario, è anche entrata in una libreria che osava esporre una scritta ironica e ospitare alcune vignette sul Papa e ha strappato via a un uomo un cartello che recitava: “Difendiamo i bambini e non i preti”. 
Ormai non soltanto le fondamentali libertà civili sono sottoposte all’arbitrio del momento, ma la censura colpisce persino Gesù. Non è affatto strano che avvenga, in questa Italia dove l’ipocrisia è la sola religione, con un premier bestemmiatore e libertino in privato e bigotto in pubblico, le cui contraddizioni gigantesche vengono nascoste alla vista dei cittadini dalla televisione di regime. Anche se una grossa maggioranza di cosiddetti cristiani non ha un’idea molto precisa di cosa il Vangelo contenga, vescovi e politici in fondo lo sanno e quindi stanno bene attenti a non farlo conoscere in giro.
Perché il Gesù dei vangeli è un vero rivoluzionario che attacca gli ipocriti, ammonisce i ricchi dicendogli molto chiaramente che non entreranno mai in paradiso, promette l’inferno a chi non accoglie gli stranieri, consiglia a chi fa violenza sui bambini di annegarsi, invita a giudicare prima se stessi degli altri. Come può quindi piacere il vero Gesù dei vangeli a una Chiesa che protegge e nasconde i pedofili dalla giustizia, che tiene bene in conto il proprio denaro e il proprio 8 per mille, che senza compassione umana vuole negare la gioia di un figlio alle coppie sterili, il diritto di esistere agli omosessuali e persino la libertà di morire? Tanto meno può piacere il vero Gesù alla maggioranza al governo, corrotta e razzista, sempre cristiana a parole, per nulla cristiana nei fatti. Questa Chiesa di Caifa e questo governo di Ponzio Pilato hanno un Gesù a proprio uso e consumo, che tirano fuori quando serve per mantenere il loro potere. Ma se qualcuno gli ricorda le parole del vero Gesù, subito scatta la censura. 

Francesco Defferrari

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