Piano di Distruzione Democratica

Magistrati

Si sa che una magistratura indipendente infastidisce il potere, perché è in grado di giudicarlo quando commette imbrogli e reati. Infatti la magistratura è stata per secoli sottoposta al potere politico, che la utilizzava come voleva. La magistratura italiana in particolare è stata fino al 1945 ben poco indipendente, e anche in seguito era un potere indipendente soltanto sulla carta e soltanto in alcuni casi. 

Nonostante questo il Piano di Rinascista Democratica della P2 di Gelli, l’associazione eversiva di cui faceva parte l’attuale premier Silvio Berlusconi, prevedeva profonde modifiche nell’ordinamento giudiziario, con lo scopo piuttosto palese di sottomettere la magistratura al potere politico. Realizzare un simile obiettivo significa far tornare l’Italia a prima del 1800, quando ci si rese conto che solo la separazione dei poteri tra esecutivo, legislativo e giudiziario poteva garantire la democrazia. A questo va aggiunto, come si è capito bene nel corso del Novecento, che anche il cosidetto quarto potere, la stampa, deve essere indipendente dagli altri tre. In Italia invece ora come ora il potere legislativo del parlamento è completamente appiattito nell’esecuzione dei provvedimenti del governo, il risultato di una legge elettorale che non permette le preferenze e di una maggioranza basata sul culto della personalità a livello nord coreano. La stampa e la tv sono come si sa per grandissima parte saldamente in mano al capo del governo, tanto che tutto quello che fa di controverso o viene taciuto o viene presentato in una luce positiva, anche quando non c’è nulla di positivo. L’unico potere di garanzia rimasto in Italia è ormai la magistratura. Una volta eliminata l’indipendenza della magistratura il Piano della P2 sarà stato realizzato e la democrazia italiana sarà ufficialmente morta.
Alfano, il ministro che ha già mutilato la democrazia con l’omonimo Lodo, che rende le 4 alte cariche dello stato immuni ai processi e quindi cittadini più uguali degli altri, e che intende gambizzarla con il decreto sulle intercettazioni, che introduce ostacoli seri alle indagini dei magistrati, un bel bavaglio per la stampa e i blog e la sparizione dei giudici, ora si prepara a darle il colpo di grazia con la riforma del processo penale, un sistema studiato per eliminare l’indipendenza del pubblico ministero ed evitare così che gli venga in mente di indagare sui potenti e sui politici. La riforma proposta è già stata bocciata due volte dal Consiglio Superiore della Magistratura, che comunque ha solo un potere consultivo. La maggioranza ha i numeri per approvare la riforma come vuole. Il Presidente della Repubblica potrebbe respingerla, ma dovrebbe comunque promulgarla una volta che la legge fosse riapprovata.  Quindi l’unica vera barriera è il fatto che una simile legge dovrebbe essere bloccata dalla Corte Costituzionale, visto che violerebbe in blocco tutto il titolo IV della Costituzione, gli articoli dal 101 al 113, quelli che appunto parlano della magistratura. E poi c’è anche la possibilità che i cittadini italiani si ribellino prima di essere privati del tutto della democrazia. Ma a vedere l’Italia di oggi la parola cittadini, coniata durante la Rivoluzione Francese, sembra eccessiva. Dovremmo parlare di sudditi o magari del suo sinonimo moderno. Telespettatori
Francesco Defferrari
 

Berlusconi, Paul Ginsborg, Euro. 9

Tutti i libri di Marco Travaglio

     

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