Diritti civili: quello che l’Italia non avrà

sanitaomosessualiUSAÈ stato un fine settimana diverso per molti cittadini americani. Il presidente americano Barack Obama ha, infatti, firmato, senza dare particolare risalto alla questione, un ordine esecutivo in cui si stabilisce che in tutti gli ospedali che ricevono sovvenzioni federali d’ora in avanti le coppie omosessuali avranno gli stessi diritti di quelle eterosessuali.

Non ci dovrà quindi essere più alcuna discriminazione dei gay negli ospedali e il paziente potrà indicare il proprio partner (non necessariamente sposato e quindi anche gay) come la persona che ha il diritto di visita e che dovrà prendere decisioni sulla sua salute.
Le organizzazioni per i diritti dei gay, che da anni lottavano per ottenere questo riconoscimento, hanno esultato alla firma dell’ordine esecutivo di Obama anche perché, di fatto, è un nuovo passo del presidente americano nell’affrontare problemi decisamente più vicini al suo elettorato. Così dopo l’introduzione di una riforma sanitaria che nessun presidente democratico era riuscito prima di lui a far approvare ora arriva un nuovo provvedimento che cercherà di raccogliere il consenso di quanti, durante la sua prima campagna elettorale, hanno fatto di tutto per sostenere il giovane presidente ma, negli ultimi mesi, avevano deciso di abbandonarlo.
“Ci sono pochi momenti delle nostre vite che richiedono maggiore necessità di compagnia di quando una persona cara è ricoverata in ospedale. Eppure ogni giorno in America ad alcuni pazienti è negata la gentilezza e la tenerezza di un partner al proprio fianco”, ha scritto Obama nel documento che autorizza gay e lesbiche ad essere al fianco del proprio compagno o compagna durante un ricovero in ospedale. Il presidente ha poi aggiunto che “Gli ospedali non possono vietare le visite sulla base dell’orientamento sessuale, della razza, della religione o dell’identità di genere”.
Barack Obama, nel spiegare la sua decisione, ha raccontato la storia di Janice Langbehn e Lisa Pond, una coppia lesbica a cui fu negato il diritto di visita dall’ospedale di Miami Jackson Memorial. La Pond nel 2007 fu colpita da un aneurisma cerebrale ma né alla Langbehn né ai quattro figli adottati i responsabili dell’ospedale diedero il permesso di farle visita. Janice Langbehn continua a dire che “tenere la mano a qualcuno che sta morendo non è un diritto dei gay ma un diritto umano” e oggi, finalmente, le sue parole sono state ascoltate.
L’ordine di Obama è una “delle tante cose che la comunità gay sperava il presidente avrebbe fatto subito dopo il suo insediamento alla Casa Bianca” ha detto Richard Socarides, il consigliere del presidente sui diritti degli omosessuali. Ed è comunque “un passo enorme” perché in assenza del matrimonio omosessuale nella maggioranza delle giurisdizioni, offre alcune garanzie essenziali per le famiglie lgbt.
I diritti, si sa, non sono uguali in tutto il mondo. Così se oggi gli omosessuali americani possono parzialmente festeggiare per un nuovo diritto acquisito, in Italia bisogna ancora lottare per veder riconosciuti i diritti non solo delle coppie gay ma anche di quelle etero ma “solo” conviventi.

Marianna Lepore

 
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