Non possiamo vincere

Logo Mondiali di calcio 2010La nazionale di calcio ha iniziato il mondiale in Sudafrica con i soliti tentennamenti a cui siamo ormai più che abituati. Anche se Radio Padania tifa per gli avversari, la stragrande maggioranza degli italiani, anche al Nord e persino tra i leghisti, sogna sempre la vittoria. Che non starebbe affatto male con i 150 anni dell’Unità d’Italia e chissà, magari potrebbe anche far bene al morale del paese che langue in una crisi economica la cui fine non sembra in vista.

Eppure forse in questo momento sarebbe meglio augurarsi che la nazionale perda ed esca fuori dal mondiale il prima possibile, per quanto possa suonare blasfemo dirlo in un paese in cui il calcio è molto più sacro della religione e della bandiera. Forse sarebbe meglio perché l’Italia sta già perdendo in questi giorni in cui si prepara una legge per azzittire la stampa e azzoppare la giustizia a beneficio del potere. L’Italia sta perdendo la libertà, la democrazia, il diritto al lavoro, l’equità sociale, la cultura, l’istruzione, la giustizia e moltissime altre cose che sono indispensabili per la sopravvivenza di un paese, anche se la stragrande maggioranza degli italiani non se ne cura affatto, almeno fino a quando potrà contare sulla televisione, il telefonino e il calcio.
Ormai, bisogna riconoscerlo, la religione non è più granché come oppio dei popoli, visto che in fondo il livello di partecipazione religiosa fra la popolazione, per quanto si dica credente, è molto basso. La televisione è l’oppio dei popoli, il più potente che ci sia, e anche il calcio non è male come arma di distrazione di massa per rincoglionire la plebe mentre il potere combina del suo peggio. Se ne era accorto già il poeta latino Giovenale quasi 2000 anni fa, coniando l’espressione “Panem et Circenses“, a indicare che pane e divertimenti sono più che sufficienti per tenere buono il popolo. Da allora le cose non sono cambiate molto. 
E il nostro è pur sempre un popolo ricco che per quanto venga impoverito dalla crisi e dalla mancanza di lavoro non finirà il pane troppo presto. Per quanto riguarda il circo ce n’è in abbondanza per tenere buona la plebe, dal circo televisivo a quello calcistico, che spesso coincidono. Un pò di circo in meno quindi non farebbe male per costringere gli italiani a guardare in faccia la realtà di un governo corrotto e bugiardo impegnato soltanto a depredare il paese e a mettersi al riparo dalle proprie responsabilità.
Oltretutto Berlusconi sicuramente userebbe un’eventuale vittoria della nazionale a fini propagandistici, come utilizza qualsiasi altra cosa. Troppo duro da sopportare, e quindi Forza Slovacchia e Forza Nuova Zelanda e se falliscono loro Forza la prossima. Perché ormai Forza Italia sa troppo di presa in giro, in un paese dove chi è al governo vuole la secessione, chi fa le leggi difende la corruzione, chi ha giurato sulla Costituzione vuole distruggerla. 
L’Italia che si trova in questa situazione non può salvarsi con qualche partita di calcio.  

Francesco Defferrari

 
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