Mirafiori, vince il sì

Fiat_referendum_dirittiAlla fine ha vinto il sì: dopo una lunga nottata di scrutini solo alle prime ore di questa mattina si sono avuti i risultati definitivi del voto a Mirafiori. Il 54% dei votanti è stato favorevole all’accordo separato del 23 dicembre, mentre il 46% si è detto contrario. Un risultato molto lontano dal 63% dei sì ottenuto a Pomigliano quest’estate. E un bilancio finale che, ancora una volta, evidenzia le grandi differenze all’interno della fabbrica, con il voto dei colletti bianchi che è stato decisivo per l’esito del referendum.

L’adesione al voto è stata pressoché totale, con oltre il 94,6%. E lo scrutinio, durato oltre nove ore, è stato a lungo in bilico tra le due fazioni. La prevalenza dei “no” si e’ avuta nei primi quattro seggi scrutinati relativi al montaggio con 1.576 voti contrari e 1.386 a favore e nel seggio 2, uno dei due relativi alla lastratura, con 218 no e 202 si’.
Solo con lo scrutinio del quinto seggio, quello degli impiegati, il risultato si è ribaltato. Perché i colletti bianchi hanno appoggiato in massa l’accordo voluto da Marchionne: solo 20 fra gli impiegati hanno, infatti, votato no. Diversa la situazione nei settori del montaggio e della lastratura dove la nuova distribuzione dei turni, con la riduzione delle pause, potrebbe anche arrivare a prevedere dieci ore di lavoro consecutivo. E dove i voti contrari sono stati più del 50%. Sugli oltre cinquemila lavoratori che hanno votato, la decisione è quindi spettata ai 449 impiegati, che salvano l’intesa voluta da Marchionne e sottoscritta fra gli altri da Fim-Cisl, Uilm-Uil, Ugl ma non dalla Fiom Cgil. Dunque più flessibilità, turni lunghi, più straordinari e meno pause in cambio di più soldi.
I seggi sono stati spogliati uno a uno come in una lunga ed estenuante partita di poker. E non bisogna dimenticare il coraggio che una parte significativa dei lavoratori ha avuto nel dire no all’accordo. Il risultato è stato diverso, ma ora Sergio Marchionne dovrà rispettare le promesse. Adesso dovrebbe nascere “lo stabilimento del futuro”, come ha dichiarato il segretario della Fim Cisl, Bruno Vitali.
A Mirafiori cominceranno i lavori già nelle prossime settimane e lo stabilimento simbolo della casa automobilistica torinese dovrà diventare entro il 2012 l’avamposto europeo del gruppo Chrysler-Fiat. Da questa fabbrica uscirà un nuovo modello Suv per il mercato mondiale. E i conti si faranno quando il prodotto arriverà sul mercato. Perché se i diritti dei lavoratori da oggi sono stati ridotti non è detto che la casa automobilistica riesca tutt’ad un tratto a recuperare quote di mercato. I dati pubblicati ieri del mercato europeo sono chiari: per la prima volta non c’è un solo modello di Fiat, Alfa o Lancia tra i primi dieci marchi più venduti in Europa e le immatricolazioni del 2010 si sono ridotte del 17 per cento.
Ora che si potrà lavorare anche il sabato, che si arriverà fino a 120 ore di straordinario autorizzato senza contrattazione sindacale e che ci saranno dieci minuti in meno di pausa nelle otto ore di lavoro, mancano solo le prospettive future. Lo scrive bene Massimo Giannini in un articolo oggi su Repubblica: Produrre di più per fare che cosa? Questo è il grande limite della Dottrina Marchionne. Se con un colpo di bacchetta magica il “ceo” riuscisse a far lavorare gli impianti italiani a ritmi di produttività tedeschi o americani, e se per magia ogni operaio di Mirafiori o di Pomigliano sfornasse 100 automobili all’anno come il “collega” serbo, la Fiat non saprebbe che farne. Le vetture prodotte in più resterebbero invendute nei piazzali.
La Fiat è in affanno perché non ha innovazione di prodotto. È in affanno perché in Italia gli aiuti pubblici sono finiti nel 2004 e da allora il salvataggio della fabbrica è avvenuto all’estero: Brasile, Polonia, Messico, Serbia, ora anche Stati Uniti.
Tutto, sulla carta, è ora puntato sul nuovo modello Suv, ma è troppo presto per dire se verrà rispettato. L’unica certezza, oggi, è che alcuni diritti conquistati negli anni con fatica sono stati di colpo cancellati. E non è solo un problema dell’operaio Fiat. Si parte da lì, ma pian piano si arriverà ovunque.

Marianna Lepore


Ordina libri, cd, dvd su Ibs e sostieni il sito 

 

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>