Non tutti uguali davanti alla legge

controlodoAlfano230509“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.” Quando l’articolo 3 della Costituzione è stato scritto, nessuno avrebbe pensato che molti anni dopo quattro cittadini sarebbero diventati più uguali degli altri. Merito del Lodo Alfano che rende immune da procedimenti penali le quattro maggiori cariche dello Stato: il presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio e i presidenti di Camera e Senato.

Così il presidente del Consiglio è immune da una sentenza della Cassazione che lo indica come il corruttore dell’avvocato Mills. Ma quel che è più grave è che molti media italiani hanno preferito raccontare i pareri politici sulla sentenza, dimenticando di spiegarne il contenuto, di ripercorrere gli avvenimenti. Addirittura alcuni hanno preferito non fare nemmeno la rassegna stampa dei principali quotidiani italiani per evitare che i propri telespettatori fossero turbati da questa notizia.
Per protestare contro quest’anomalia del nostro sistema democratico per cui il sistema informativo è obbligatoriamente soggetto alla censura da parte degli organi politici, lunedì 25 maggio, alle ore 11, Articolo 21 e l’associazione Libera saranno in piazza davanti a Montecitorio per dire no al Lodo Alfano.
La Corte Costituzionale sta ancora verificando la legittimità del Lodo, ma al momento i procedimenti penali a carico delle alte cariche dello Stato sono, comunque, congelati. Ed è l’insegnamento che scaturisce da questa immunità che può avere conseguenze ancora più gravi. Perché oggi, soprattutto in quei contesti in cui la legalità è già una rara superstite, sono molti i ragazzi che partono dal ragionamento per cui il rispetto della legge o è per tutti o per nessuno. Così se le alte cariche dello Stato possono non rispettare i codici, perché coperti dall’immunità, allora questi ragazzi hanno una giustificazione in più per violare la legge.

Forse se ogni italiano vivesse per un periodo all’estero e avesse l’opportunità di leggere i quotidiani stranieri apprenderebbe non solo quello che capita nel nostro Paese, ma inizierebbe a riacquistare lucidità e a scandalizzarsi per quello che da noi viene ritenuto normale.

 
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Marianna Lepore

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