Intolleranza alla democrazia

Garibaldi e i Mille

Si può essere una maggioranza democraticamente eletta eppure avere un certo fastidio per la democrazia. Dà fastidio il fatto che in una democrazia debba esserci una stampa libera capace di criticare il governo. Dà fastidio che in una democrazia la magistratura sia un potere autonomo dello Stato. Dà fastidio la funzione di garanzia del Presidente della Repubblica e la sua facoltà di inviare raccomandazioni. 

Dà fastidio un Parlamento autonomo che discuta le leggi. Dà fastidio la Corte Costituzionale che può bocciarle. Dà fastidio la Costituzione. Dà fastidio chi fa vera opposizione. Danno fastidio i cittadini che scendono in piazza a protestare. Dà fastidio una rete internet libera dove chiunque può scrivere e criticare il governo. Insomma sono infastiditi da ogni aspetto della democrazia. Danno per scontato che essere stati eletti significhi avere una cambiale in bianco firmata dal popolo per fare tutto quello che vogliono. E questo dimostra con lampante chiarezza che il loro non è un progetto democratico. Perché sono gli eredi di una tradizione poco democratica. La storia d’Italia è stata caratterizzata da democrazie limitate, partiti dominanti, dittature.
Non c’è mai stata in Italia una vera, compiuta democrazia. La Dc e gli altri partiti di maggioranza avevano all’interno forti tendenze autoritarie. I servizi segreti deviati hanno manovrato gli opposti estremismi e compiuto stragi per impedire una reale democrazia in Italia. Mani Pulite aveva fatto sperare che questo stato di cose potesse cambiare. Ma l’incapacità dell’opposizione italiana, che non ha voluto fare una legge per togliere a Berlusconi il potere spropositato delle sue televisioni, ha creato e ormai consolidato una nuova democrazia limitata italiana. Con l’aggravante che mentre la Dc e i suoi alleati per lo meno avevano rispetto per le istituzioni dello stato e anche una buona scusa, quella del presunto pericolo comunista, questa maggioranza non fa altro che tentare di demolire le istituzioni, e non ha nessuna buona scusa a parte gli affari e gli incontri privati di Berlusconi
Ma non bisogna farsi illusioni: il progetto di demolizione della democrazia può andare avanti e peggiorare grazie alla propaganda televisiva, e solo l’aggravarsi della crisi economica potrebbe diventare un problema non gestibile a colpi di televisione. Il resto del mondo e dell’Europa, fino a quando Berlusconi rispetterà la facciata democratica formale, non muoverà un dito per censurare leggi e pratiche che violano i diritti umani e intendono distruggere stampa e magistratura. E in fondo se la maggioranza degli italiani non è mai stata capace di pretendere una vera democrazia significa che non se la merita. Gli altri possono continuare a combattere questa battaglia di 150 anni per rendere l’Italia un vero paese democratico, anche se molto spesso, di fronte all’arroganza brutale del Potere e all’indifferenza di tanti, sembra davvero una battaglia persa
 
Francesco Defferrari 
 

Berlusconi, Paul Ginsborg, Euro. 9

Tutti i libri di Marco Travaglio

     

 

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