La mafia al potere

Striscione contro la mafia con una frase di Peppino ImpastatoOggi sono stati sequestrati ai Casalesi beni per 120 milioni di euro. E’ una notizia positiva in mezzo a tante altre negative. Mentre infatti polizia e magistrati fanno il loro lavoro di contrasto alla criminalità organizzata, tra mille difficoltà, i politici italiani cercano sistemi nuovi per aiutare le mafie. Oltre all’idea poco opportuna di mettere all’asta i beni sequestrati ai mafiosi, che permetterebbe loro di riacquistarli, la giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha negato la richiesta di arresto per Nicola Cosentino.

Il sottosegretario è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Un’accusa rivolta anche a Dell’Utri e che potrebbe coinvolgere anche lo stesso Berlusconi. Per questo motivo il processo breve non basta, visto che esclude i reati di mafia e terrorismo (e, non si capisce perché, anche l’immigrazione clandestina). Quindi l’idea è di eliminare questo reato o renderlo più restrittivo. In questo modo i politici italiani potranno aiutare i loro amici mafiosi in tutta tranquillità. Intanto la procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per Salvatore Cuffaro, Udc, ex presidente della Regione Sicilia, sempre per concorso esterno in associazione mafiosa. 
Il noto quotidiano francese Le Monde ieri ha pubblicato un appello in difesa di Antonio Tabucchi: lo scrittore è stato citato in giudizio in sede civile dal presidente del Senato Schifani, che chiede un risarcimento di 1 milione e 300.000 euro per un articolo che Tabucchi aveva scritto sull’Unità in difesa di Travaglio, che alla trasmissione “Che tempo che fa” aveva raccontato i trascorsi di Schifani in Sicilia. L’attuale presidente del Senato infatti in passato ha spesso lavorato fianco a fianco con persone in seguito condannate per mafia. Nulla di penalmente rilevante, e infatti Schifani non è mai stato sotto processo, ma le frequentazioni di una persona dovrebbero comunque avere un certo peso morale, soprattutto se diventa la seconda carica dello Stato. La richiesta di risarcimento record ovviamente ha come scopo quello di intimidire e mettere a tacere chi osa parlare di certi argomenti e funziona: infatti gli scrittori e i giornalisti che in Italia parlano dei rapporti tra la politica e la mafia sono pochissimi.
Tutto questo dimostra purtroppo come una gran parte della politica italiana non sembra avere davvero intenzione di combattere le mafie, che intanto continuano a uccidere, quasi ogni giorno. Ma dire che non hanno intenzione di combattere le mafie è solo un pietoso eufemismo. La mafia è un gigantesco sistema di potere composto da uomini che in genere sono partiti dai più vari reati, dal traffico di droga all’estorsione e poi sono diventati sempre più ricchi e potenti fino ad infiltrarsi nella società “normale”, gestire appalti e costruzioni, imprese, proprietà immobiliari. Ma tutto questo percorso è costellato di intimidazioni, violenze e omicidi. Tutto questo è un sistema per impadronirsi della ricchezza e del potere a scapito del resto della società, quella non criminale, onesta. I mafiosi sono un branco di predoni e ladri, assolutamente incompatibili con una società civile e giusta.
I politici che hanno avuto e hanno rapporti con la mafia non possono essere giustificati, scusati o perdonati. Devono essere estromessi dal potere politico del paese, perché se il governo non è schierato dalla parte di chi combatte la mafia senza il minimo equivoco, allora è dalla parte della mafia.

Francesco Defferrari

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