Bavaglio, ci riprovano

Ormai la legge bavaglio è diventata un appuntamento estivo. L’attuale governo infatti aveva già provato a farla passare nel 2009 e nel 2010, ma in entrambi i casi si era dovuto arrendere di fronte all’opposizione dei cittadini, dell’informazione libera, del Presidente della Repubblica e persino di organizzazioni internazionali, tanto da creare qualche inusuale scrupolo di coscienza persino nella maggioranza parlamentare. Ma ora che inizia una nuova estate ed emergono nuovi scandali della politica italiana, arriva il terzo tentativo.

Di conseguenza è iniziata una nuova mobilitazione per impedire che la legge venga approvata. La legge vuole impedire la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche delle inchieste giudiziarie in corso, sottraendo in pratica ai cittadini italiani il diritto di essere informati. Sarebbe una legge completamente antidemocratica, e infatti simili leggi esistono soltanto nelle dittature. Sarebbe una legge il cui unico scopo è quello di proteggere politici e faccendieri vari dalle conseguenze delle loro azioni illegali e immorali. Se il pubblico non viene a sapere quello che fanno possono continuare a raccontare bugie senza timore di essere smentiti. Sarebbe una legge devastante per quel poco di democrazia e di informazione libera rimasta in Italia. In pratica la affosserebbe definitivamente.
E’ ovvio che una simile legge non passerebbe mai in un parlamento democratico di qualsiasi paese e, se passasse, sarebbe immediatamente travolta dall’indignazione generale dei cittadini. Ma questo presuppone una minima democrazia e un’informazione non di parte. In Italia invece il presidente del consiglio, personificazione umana del conflitto di interessi e del politico che ha compiuto ogni sorta di azione illegale e immorale, controlla la gran parte dell’informazione privata e pubblica. E quindi una simile legge allucinante può sempre riuscire a passare. Ecco perché, per la terza volta in tre anni, è necessario mobilitarsi per difendere la libertà di informazione e il futuro della democrazia. 
Per un governo ormai privo di consenso e più volte delegittimato da una sequela di scandali come il processo Ruby, la P3 e la P4, questa ennesima legge ad personam è l’estremo tentativo di salvarsi, distruggendo in pratica l’informazione libera per poter manipolare meglio le già scarse e incomplete notizie che arrivano ai cittadini. 

Francesco Defferrari

La campagna contro la legge bavaglio su Repubblica

 
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