La sconfitta della civiltà

I Vandali saccheggiano Roma nel 455 dc, di Karl BriullovQuello che vogliono è un paese senza giustizia, dove la mafia sarà in grado di fare in pratica tutto quello che vuole. Un paese dove nessun politico dovrà mai rispondere di corruzione o di aver aiutato i mafiosi. Un paese razzista che perseguita sistematicamente rom e immigrati e vuole imporre a tutti le idee bigotte del cattolicesimo più fondamentalista. Un paese senza giustizia sociale, dove operai e lavoratori sono completamente privi di diritti.

Questo è il progetto portato avanti dalla maggioranza al governo, giorno dopo giorno. Contro una simile prospettiva un partito di opposizione forte dovrebbe combattere con tutti i mezzi possibili. Ma è solo una parte della società civile che si sta ribellando a tutto questo, quella che non è ancora psicologicamente schiava della propaganda di regime e ha capito che bisogna reagire. Il PD invece cerca il dialogo con questa maggioranza. Se nelle attuali forze di governo prevalessero opinioni politiche accettabili e ragionevoli come quelle di Fini, il dialogo sarebbe possibile e auspicabile. Ma se prevalgono idee aberranti filo mafiose e razziste chiunque dovrebbe essere in grado di capire che non esiste alcuna possibiltà di dialogo. 
La prospettiva che abbiamo di fronte, anche grazie alla disgustosa connivenza del Partito Democratico con le idee più deteriori di questo governo, è molto cupa. Se Berlusconi e i suoi migliori amici riescono a farla franca con apposite leggi nonostante siano accusati di gravi reati di corruzione e concorso esterno in associazione mafiosa, se riescono a eliminare le intercettazioni, distruggere l’indipendenza della magistratura, depenalizzare tutti i reati di truffa, mafia e corruzione allora avremo l’Italia contro cui tanti cittadini hanno combattuto per decenni. L’Italia completamente in mano ai mafiosi e ai corrotti. Una sconfitta completa della civiltà. 
Ma oltre a quello della giustizia ci sono anche altri tre fronti in cui il nostro paese rischia il totale disastro. Uno è quello della libertà d’informazione, già in gravissimo pericolo, che verrà completamente eliminata se l’attuale governo riesce a mettere a tacere tutte le voci scomode che lo infastidiscono, dai pochi programmi televisivi liberi, ai giornali, a internet. 
Un’altro è quello dei diritti civili, minacciati dal fondamentalismo cattolico e dal razzismo allegramente cavalcati dalla Lega. Quello che vogliono è un’Italia che nega la libertà religiosa alle altre fedi ma impone a tutti le peggiori idee cattoliche, calpestando i diritti delle donne e dei laici. Quello che vogliono è una popolazione di immigrati senza diritti umani da poter sfruttare a piacimento. 
L’ultimo fronte è appunto quello del lavoro. La politica di questo governo e dei precedenti, anche di centro sinistra, è andata sempre e soltanto nella stessa direzione: precariato diffuso, che sottrae alle nuove generazioni non soltanto la dignità umana, ma anche la possibilità di lottare per i propri diritti. 
Ci troviamo in questa situazione tragica soprattutto perché negli ultimi 15 anni l’opposizione non ha mai fermato quello che già nel 1993 era chiaramente un pericolo gravissimo per la democrazia: un leader politico che può plasmare a suo piacimento l’opinione pubblica grazie al suo potere mediatico. Ma forse non lo ha fatto perché in fondo condivide diverse idee di Berlusconi: dalla distruzione della giustizia allo sfruttamento sistematico del precariato. Infatti oggi, mentre il governo si appresta a dare il colpo di grazia alla civiltà, il PD ancora parla di dialogo. E se il 60-70% degli italiani continua a votare PdL, Pd o Lega forse anche loro condividono gli obiettivi politici del governo: largo al dittatore e dietro di lui i mafiosi, i corrotti, i razzisti, i fanatici religiosi. E muoiano i lavoratori, gli operai, i giovani, gli immigrati, i diritti delle donne, i diritti dei laici, la libertà, la giustizia, i diritti umani. O semplicemente, non gliene frega niente del futuro di questo paese. 
E se le cose stanno davvero così, allora è troppo tardi per salvare l’Italia. 

Francesco Defferrari


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