Un Paese razzista

immigratiRosarnoSiamo un paese razzista e lo dimostra quello che succede ogni giorno quando con diffidenza guardiamo, evitiamo, offriamo un lavoro a chi ha un colore o dei tratti somatici diversi dai nostri. Siamo un paese razzista e lo dimostra il modo in cui trattiamo i disperati che sbarcano sulle nostre terre, le umiliazioni a cui li sottoponiamo nei Centri di identificazione temporanea dove sono trattenuti per mesi senza poter fare nulla. Siamo un paese razzista e questa volta anche l’Egitto ce lo urla.

Lo Stato Africano ha condannato duramente le violenze che si sono verificate nei giorni scorsi a Rosarno da cui quasi tutti gli immigrati, clandestini o meno, sono fuggiti. È stata una denuncia molto dura quella del ministro degli esteri egiziano contro “la vasta campagna di aggressione” a cui sono stati sottoposti gli immigrati. E le critiche non sono arrivate solo dall’Egitto. Perché la vicenda della città calabra ha attirato i commenti critici dei relatori speciali dell’Onu sui diritti dei migranti e contro il razzismo Jorge Bustamante e Githu Muigai che, in un comunicato diffuso oggi a Ginevra hanno rilevato che lo scoppio di violenze a Rosarno “è estremamente preoccupante perché rivela problemi gravi e profondamente radicati di razzismo contro i lavoratori immigrati”.
Il ministro degli esteri egiziano, Aboul Gheit, “ha annunciato che chiederà al governo italiano di prendere le misure necessarie per la protezione delle minoranze e degli immigrati”.
Sempre secondo il comunicato diffuso oggi al Cairo dal ministero degli Esteri, l’episodio sarebbe solo un nuovo esempio della violenza contro gli stranieri che ha portato a “incidenti simili” nei giorni scorsi in altre città italiane.
Le organizzazioni per i diritti umani, dice il comunicato, hanno segnalato più volte le condizioni di disagio degli immigrati in Italia a causa delle “condizioni di detenzione, della violazione dei loro diritti economici e sociali e della pratica delle espulsioni coatte”.
Nel pomeriggio il ministro Maroni ha riferito alle Camere ricostruendo gli scontri di Rosarno e ha chiarito che la maggioranza degli extracomunitari coinvolti nei disordini è in regola con il permesso di soggiorno, ma non con il contratto di lavoro, annunciando che ci saranno più controlli in agricoltura nei prossimi mesi. Nel frattempo con la migrazione verso nord di tutti gli immigrati della zona, le campagne sono state abbandonate e tra qualche settimana le ripercussioni si inizieranno ad avere nei mercati, con la crescita dei prezzi di frutta e verdura.
Il ministro degli esteri Frattini ha dichiarato che il lavoro nero va colpito duramente e che lui si era già occupato della questione quando era al Parlamento Europeo. Ma è difficile credere che l’attuale maggioranza, una volta tornato il sereno affronterà il problema immigrazione. In agenda è molto più importante, ad esempio, il ddl sul processo breve.
La Chiesa ha reagito duramente agli episodi di razzismo, prima con un articolo sull’Osservatore Romano critico verso il comportamento dell’Italia, poi con l’intervento del presidente della commissione Cei per le migrazioni, mons. Bruno Schettino, che ha evidenziato la debolezza del sistema di accoglienza e ha definito questi scontri come “una lotta tra poveri in cui il più colpito è stato il più povero: l’immigrato”.
In compenso Umberto Bossi, leader della Lega Nord ha commentato causticamente le critiche egiziane, “Guardate come trattano i cristiani in Egitto: li fanno fuori tutti”, riferendosi al massacro dei cristiani copti di questi ultimi giorni. E il suo commento fa capire come la questione immigrazione, ancora una volta, non conta nulla in politica.

Marianna Lepore

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