Una nazione ridicola

Dario FoL’Italia è un paese ridicolo, così ridicolo che chi meglio riesce a mostrare quanto l’Italia sia ridicola deve essere messo a tacere. Dario Fo è un premio Nobel le cui opere dovrebbero essere studiate a scuola fino dalle elementari, invece non può nemmeno parlare all’università di Milano. In televisione non ci va ormai da decenni, a parte rare apparizioni. Daniele Luttazzi, Beppe Grillo e Sabina Guzzanti sono comici, ma il termine per loro è riduttivo.

Sono comici con il coraggio di dire la verità, in un paese di menzogne dove la verità è sempre rivoluzionaria. Comici che fanno ridere mostrandoci quanto l’Italia sia un paese ridicolo. In un panorama culturale che dopo la morte di Pasolini e Montale è praticamente deserto, Dario Fo e alcuni comici geniali sono sicuramente la parte migliore della cultura italiana. Lo sono perché sono stati capaci di rivelare la verità ai nostri occhi: che questo è un paese ridicolo, ridotto in uno stato pietoso, dove anche le tragedie si trasformano in farsa. Un paese dominato da buffoni che hanno paura dei comici e devono metterli a tacere. Un paese alla rovescia, dove i politici fanno ridere e i comici dicono tutta la verità. Un paese da piangere. 
Un paese dove si può rubare, corrompere, inquinare, imbrogliare, mentire ed essere eletti in parlamento. Un paese dove ci sono poliziotti che hanno potuto picchiare, torturare, uccidere e stuprare impunemente, ma se spacchi una vetrina ti fai più galera di un assassino. Un paese dove le bombe uccidono i cittadini e ti dicono che sono stati i terroristi, ma alla fine si scopre sempre che erano bombe di stato. Un paese che uccide i suoi giudici quando non riesce a convincerli a tradire il popolo e la giustizia.
Una nazione talmente ridicola che gli uomini e le donne più pericolosi, quelli che non possono parlare dagli schermi della televisione pubblica, sono quelli che riescono a dire tutta la verità su questo paese tragico con una risata amara

Francesco Defferrari

– Non è incredibile? Bin Laden può andare in tv e io no…
– Berlusconi è un creativo. Per lui il codice penale è un catalogo di opzioni.
– La giustizia in Italia? Sarebbe una buona idea.
– Questo telegiornale andrà in onda in forma ridotta per venire incontro alle vostre capacità mentali.
– Se non incontri mai qualcosa che ti offende, significa che non vivi in una società libera.
– Bush, dopo una serie di conversazioni col suo cane, un giorno decise di trascinare il mondo nel baratro: prima ha invaso l’Iraq, dicendo, come ricorderete, che l’Iraq aveva armi di distruzione di massa. Una frase retorica che significava L’Iraq è una nazione indifesa che galleggia sul greggio.
– Come contrastare la malavita organizzata? Cominciando a non votarla alle elezioni…
Daniele Luttazzi

– Perché, seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi.
(Motivazione del Premio Nobel per la letteratura 1997)
– Solo la tragedia può generare la satira
– Il caso di Luttazzi, uno che la satira la fa senza sconti, è illuminante: cacciato su due piedi. Colpirne uno per educarne cento.
– Il riso è sacro. Quando un bambino fa la prima risata è una festa. Mio padre, prima dell’arrivo del nazismo, aveva capito che buttava male; perché, spiegava, quando un popolo non sa più ridere diventa pericoloso
– Fermare la diffusione del sapere è uno strumento di controllo per il potere perché conoscere è saper leggere, interpretare, verificare di persona e non fidarsi di quello che ti dicono. La conoscenza ti fa dubitare. Soprattutto del potere. Di ogni potere.
– In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta. Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po’ le teste. Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa.
– La dimensione delle verità; ce n’è una, quella del padrone che noi cerchiamo di confutare se non altro di dire da dove nasce.
Dario Fo

– Il contrario della violenza non è il pacifismo, è l’intelligenza
– La vita è diventata uno spettacolo dove noi siamo gli spettatori e dobbiamo anche pagare il biglietto
– Da chi è formata oggi un’associazione a delinquere? Se vai a guardare, sono formate da: banchieri, politici, magistrati e forse, forse, qualche volta c’è un delinquente.
– Credo che Andreotti non abbia mai rubato, ma ha fatto tutto il resto…
– Chi ha in mano questi due cavi – energia e informazione –ha in mano il futuro: energia e informazione, alla velocità della luce. Queste sono le redini che governano il mondo. E voi… i cavalli.
– Dovremmo essere la patria del diritto, siamo diventati la patria del rovescio. Oggi i fuorilegge scrivono leggi, i malfattori giudicano i giudici. E il destino dei magistrati è nelle mani delle sentenze degli avvocati…
– L’automobile. Oggi, le distanze medie che si percorrono in automobile sono: una tonnellata, il peso dell’auto, per portare cento chili, il proprietario, la velocità media è dodici chilometri all’ora, un viaggio medio è cinque chilometri. Portare cento chili a dodici chilomentri all’ora per cinque chilometri. Sono le prestazioni del mulo. Identiche.
– Non esistono cose vecchie; esistono cose nuove buttate via, rimpiazzate da cose nuovissime.
– Oggi tutto si è ribaltato. Oggi è l’economia che comanda. Per millenni le società umane si sono costruite ognuna l’economia che gli serviva. Oggi è il contrario. Oggi è l’economia che si costruisce la società che le serve.
Beppe Grillo

– D’altra parte è giusto, bisogna accettarlo: Berlusconi ha vinto le elezioni, gli italiani le hanno perse
– Il significato della parola uguaglianza è diventato omologazione.
– La pubblicità è l’evoluzione della propaganda. Prendere un concetto che è caro a tutti perché è umano, perché è condiviso, perché viene dal buon senso, e cambiargli di significato, attraverso la ripetizione, strumentalizzandolo, facendolo diventare nocivo. Utilizza ciò che è sacro, la pubblicità. Affetto, famiglia, sesso, amore filiale, armonia… tutto quello che le persone cercano.
Sabina Guzzanti

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