Il fondo del baratro

Dante e Virgilio all'Inferno, illustrazione di DorèOgni settimana un nuovo scandalo emerge dalle inchieste della magistratura. Per i politici che si trovano sotto indagine, di cui il presidente del consiglio in carica è capofila e perfetto esempio, questo avviene perché i giudici sono “talebani” e hanno in mente qualche progetto eversivo. Ovviamente non possono dire che la corruzione ha raggiunto un tale livello in Italia che ormai la melma esce fuori da tutte le parti.

E’ il risultato ovvio di una classe politica che dopo aver fatto finta di condannare i politici corrotti della prima repubblica li ha riciclati e giustificati in ogni modo, e ha approvato una serie di leggi che di fatto difendono e incoraggiano la corruzione. Non poteva essere altrimenti con un premier che sull’assenza di morale ha fondato la sua fortuna personale e politica. Berlusconi ovviamente non è tutto il male dell’Italia, anche se lo rappresenta piuttosto bene. L’opposizione non ha fatto molto meglio di lui quando è stata al governo. E la società civile ha reagito solo in parte, una minoranza cosciente e allibita mentre la maggioranza si limita a guardare la televisione e a bersi qualsiasi rassicurante menzogna gli venga spacciata. 
Sui media di regime tutto va bene come sempre, ma nella realtà il panorama dell’Italia di oggi è allucinante: grandi compagnie telefoniche che riciclano denaro per conto delle mafie, con senatori e deputati alle dirette dipendenze delle organizzazioni criminali, appalti delle emergenze nazionali spartiti da amici e cognati che ridono sui morti dei terremoti, un premier che senza leggi ad personam sarebbe già in prigione e che per evitare di andarci deve fare altre leggi simili, e così via. 
Per fare un quadro veritiero dell’Italia di oggi ci vorrebbe Pasolini, o una riscrittura dell’Inferno di Dante, ma nel deserto morale e culturale in cui viviamo non abbiamo niente del genere. Abbiamo i fiumi e l’aria inquinati impunemente, abbiamo un ministro dell’Istruzione che ordina di fare propaganda nucleare nelle scuole, politica, mafie e corruzione divenute ormai una cosa sola mentre il paese resta in grave crisi economica e con scarse prospettive per il futuro, e il rischio concreto di andare in fallimento come sta accadendo alla Grecia. 
La magistratura non è la soluzione di ogni problema e capita che prenda decisioni profondamente sbagliate, come nel caso della condanna ai dirigenti italiani di Google per il caso del video del ragazzo disabile picchiato a scuola. Una sentenza che può aprire le porte a una sistematica censura della rete come avviene in Cina o in Iran, che del resto fa parte dei progetti del governo. Oppure basta guardare il curriculum della procura di Roma, che sistematicamente ha archiviato, per anni, tutte le inchieste di corruzione che passavano per i suoi uffici. 
L’Italia marcisce, si decompone, suppura, e tuttavia non bisogna illudersi di essere arrivati al fondo del baratro. Lungo questa strada la caduta può ancora essere molto lunga e dolorosa. Qualche segnale di speranza arriva dai cittadini che tentano di riprendere in mano la politica, nel suo significato più vero: come la manifestazione del Popolo Viola o lo sciopero degli immigrati del 1 marzo. L’Italia infatti non è soltanto un paese sempre più marcio, criminale e corrotto, ma anche un paese sempre più razzista
Ma non c’è niente di cui preoccuparsi, in fondo. E’ soltanto la realtà. In televisione, dove ora infatti è proibito parlare di politica, va tutto bene come sempre. 

Francesco Defferrari

 
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