Il vanto di essere cattivi

Berlusconi

Essere cattivi in Italia non è più una vergogna. E’ questo il risultato principale degli ultimi 15 anni di politica e di televisione. Un tempo il razzismo non era qualcosa di accettabile di fronte all’opinione pubblica, adesso abbiamo un partito di governo i cui esponenti hanno più volte pronunciato frasi razziste contro immigrati di ogni tipo e anche contro gli italiani del Sud, e nessuno se ne stupisce più di tanto. 

Abbiamo un governo che si vanta di ignorare il diritto d’asilo dei profughi riconosciuto da tutte le convenzioni internazionali perché sarebbe quello che vogliono gli italiani, e deride gli esponenti cattolici che chiedono accoglienza tacciandoli di buonismo. Un tempo in Italia l’apologia di fascismo era reato, mentre negli ultimi anni i politici piccoli e grandi che hanno difeso il fascismo non si contano, anche se il fascismo è stato, in Italia, stragi, massacri e olocausto. Un tempo in Italia le giovani donne sognavano l’amore o la libertà, o magari entrambe le cose, mentre adesso sognano di diventare corpi seminudi da esibire in televisione e da accogliere nel letto dei potenti. Un tempo in Italia si parlava di questione morale, di giustizia sociale, di dignità del lavoro, mentre adesso la corruzione non è più vista come un reato così grave, il falso in bilancio non è più reato affatto, essere poveri è un segno di pura stupidità e gli operai sono carne da macello.
La dignità, la carità cristiana, la virtù, l’onestà non sono più di moda, spazzate via da anni di televisione che ha propagandato valori opposti. Solo i ricchi e i potenti, solo i cattivi ormai in Italia sono considerati vincenti, degni di ammirazione. Chi non è ricco, potente e cattivo è soltanto un povero idiota.  
Forse non si può parlare davvero di degrado morale dell’intero paese, perché un tempo l’Italia era semplicemente più ipocrita: la corruzione era condannata in pubblico ma molto diffusa. Parti rilevanti dello stato collaboravano con la mafia e con il neofascismo. I letti dei potenti erano sempre pieni di giovani donne disponibili. Nessuno osava offendere la dignità del lavoro e deridere i poveri, ma in segreto molti lo pensavano. Anni di televisione hanno eliminato ogni ipocrisia, restituendoci sullo schermo e nella vita l’immagine reale del paese per quello che è, per quello che forse è sempre stato: un paese razzista, feroce, senza pietà, senza giustizia, senza virtù e dignità, dove essere onesti e retti è una scelta da poveri idioti, quando non da suicidi.
Un pò di tempo fa una buona parte dell’Italia certamente era soltanto ipocrita. Faceva di nascosto quello che ora non ha paura di fare in pubblico. La P2 che prima era un’associazione segreta, ora è un programma di governo. Ma c’era comunque una buona parte dell’Italia capace di indignarsi e di lottare per pretendere un paese retto, onesto, giusto, migliore. Oggi quella parte d’Italia sembra che sia stata spazzata via e scomparsa nel nulla. Per cosa sono vissuti e per cosa sono morti le camicie rosse di Garibaldi, i partigiani, Pasolini, Falcone, Borsellino e i tanti magistrati, poliziotti e giornalisti che sono stati uccisi perchè facevano il loro lavoro? Per niente. Sprazzi di assoluto eroismo e dignità umana in un film squallido e volgare, che finisce con la vittoria dei cattivi

Francesco Defferrari

  

Citizen Berlusconi, Alexander Stille, Euro. 15

Berlusconi, Paul Ginsborg, Euro. 9

Tutti i libri di Marco Travaglio

     

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