Perdere tutto e non fare niente

Stragliati, Episodio delle cinque giornate di Milano

L’Italia è soltanto l’illusione di un paese democratico. La vera democrazia qui non si è mai realizzata e gli italiani lo hanno sempre accettato tranquillamente. Per vent’anni molti, troppi, hanno accettato la dittatura fascista mentre alcuni uomini combattevano e morivano, o venivano mandati in prigione o al confino, per la libertà di tutti. Per altri decenni hanno poi accettato una democrazia molto limitata, con pochi partiti politici che hanno occupato lo stato senza alternative.

L’Italia purtroppo è un paese feudale avanzato, come ha scritto un giornalista americano recentemente, e il popolo è sempre lo stesso che Manzoni descrive nella tragedia Adelchi. 
Una massa di uomini e donne abbruttiti da secoli di servitù e di umiliazione, che pure quando vedono i loro padroni sconfitti e cacciati, sanno che saranno sostituiti da altri padroni esattamente uguali. Nessun orgoglio, nessuna volontà e forza per ribellarsi, “un volgo disperso che nome non ha”. Gli italiani accettano da sempre, senza fare niente, la mancanza o la perdita di diritti e libertà fondamentali. 
Un paese dove il numero di laureati è il più basso d’Europa, eppure, caso praticamente unico in occidente, moltissime facoltà hanno test d’ingresso a numero chiuso e nonostante questo i laureati non trovano lavoro in Italia e spesso devono andare all’estero. Un paese dove i medici sarebbero troppi perché la sanità pubblica e privata possa assorbirli, eppure si muore perché gli ospedali non funzionano. Un paese dove non si può criticare il governo nella maggior parte delle televisioni e dei giornali nazionali e nemmeno fare pubblicità pagata a un documentario che non piace al premier in carica. Un paese che emana leggi disumane e razziste. Un paese dove la politica mente costantemente ai cittadini su qualsiasi cosa e non ne risponde mai. Un paese privo di giustizia e di libera concorrenza dove i migliori, i bravi e gli onesti non vincono mai, sistematicamente surclassati dai furbi, dai disonesti e dai corrotti.
Gli italiani hanno perduto di fatto da anni il diritto alla libertà, il diritto all’informazione, il diritto alla salute, il diritto all’istruzione, il diritto di crearsi una vita come la desiderano e di veder premiati i loro sforzi. Ogni libertà è perduta, ogni libertà che conta, ma il popolo non si ribella mai. “Tornate alle vostre superbe ruine, all’opere imbelli dell’arse officine, ai solchi bagnati di servo sudor”, scriveva Manzoni nel 1822. Erano anni in cui si lottava disperatamente per un Italia libera e unita. Sono passati quasi due secoli e in Italia non è cambiato niente

Francesco Defferrari


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