Grenoble: a rischio chiusura la casa della Cultura Italiana

ICCGrenoble_rischiochiusuraProprio nei giorni in cui l’Italia si prepara a festeggiare i suoi 150 anni, ci sono degli italiani che, oltreconfine, si preparano a combattere una decisione che rischia di sopprimere un Istituto che da oltre 50 anni promuove la cultura e l’immagine del Belpaese. Sono i nostri connazionali che vivono a Grenoble, città francese che conta più di 40.000 cittadini di origine italiana (su un totale di 150.000 abitanti) a cui si aggiungono i 17.000 italiani iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero).

Dati che ne fanno la seconda città di Francia per presenza di italiani e la prima in assoluto in proporzione alla popolazione locale. Nonostante questo, l’Istituto Italiano di Cultura (IIC), importante punto di riferimento sia per gli italiani che per i francesi, è a rischio chiusura.
Nato nel 1961, l’Istituto Italiano di Cultura di Grenoble è uno dei 93 Istituti IIC all’estero: organi periferici a tutti gli effetti del Ministero per gli Affari Esteri che, come stabilito da un’apposita legge, (401/90) hanno il compito di favorire presso le istituzioni locali progetti per la conoscenza della cultura e della realtà italiane, fornire la documentazione e l’informazione sulla vita culturale italiana e sulle relative istituzioni, promuovere iniziative, manifestazioni culturali e mostre e azioni per la diffusione della lingua italiana all’estero. 

Fino ad oggi l’Istituto Italiano di Cultura di Grenoble ha resistito ai tagli che negli anni hanno portato a sopprimere il locale Consolato per spostarne le competenze a Lione. Ma questa volta lo storico Istituto, è, insieme ad altri IIC nel mondo, nel mirino della scure ministeriale che, nella riforma della rete degli Istituti Italiani di Cultura ne ha previsto la chiusura. La notizia è bastata per mobilitare gli Italiani a Grenoble che, a nome del Comitato “Salviamo l’Istituto di Cultura Italiano di Grenoble”, hanno fondato due gruppi su Facebook  (Italians in Grenoble e Salviamo l’IIC Grenoble) e hanno scritto una lettera indirizzata alla Console Generale d’Italia a Lione, Laura Bottà, per manifestarle la loro “indignazione e ferma opposizione rispetto ad una decisione incomprensibile ed irresponsabile”.

L’Istituto, spiega la lettera, è il crocevia di ogni manifestazione legata all’Italia, la fonte principale di informazioni per gli studenti francesi (40.000 allievi d’italiano nelle scuole della città), il passaggio obbligato per tutti coloro che saranno turisti nel nostro Paese; ha accolto eventi letterari, mostre fotografiche, prime cinematografiche, manifestazioni eno-gastronomiche. Tutto questo con tre impiegati, cinque insegnanti e un addetto consolare, per un finanziamento annuale del Ministero degli Esteri di 90.000 Euro ed oltre 40.000 Euro di entrate proprie. “Le lasciamo immaginare – scrive il Comitato – il vuoto che provocherebbe tale amputazione all’intera comunità italiana ed anche, inevitabilmente, a tutta la città di Grenoble; questo, per il risparmio misero di 90.000 Euro l’anno (…) 17.000 cittadini italiani e più di 40.000 cittadini di origine italiana meritano dal Ministero ben altra attenzione e rispetto”.
Diversi parlamentari hanno già raccolto l’appello, presentando delle interrogazioni ad hoc: tra questi la deputata del PD eletta all’estero, Laura Garavini, con gli onorevoli Bucchino, Fedi e Porta; il senatore del Pd eletto in Europa, Claudio Micheloni con i colleghi Franco e Pegorer e l’onorevole Aldo di Biagio (Fli).
Per supportare la battaglia dei cittadini italiani di Grenoble è inoltre on line una petizione, che è possibile sottoscrivere qui. E anche l’emittente France 3 ha dedicato un servizio all’argomento. Per ora dagli organi istituzionali nessuna reazione ufficiale. Se non quella di far eliminare il link alla petizione on line dalla home page del sito dell’ICC. 

Letizia Cavallaro

 
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