Da donna a donna: boicottate il G8

appellodonneboicottareG8250609Le compagnie e gli svaghi del nostro presidente del Consiglio hanno occupato le pagine dei giornali di tutto il mondo nelle ultime settimane. Ora che il G8 all’Aquila è sempre più vicino, dall’Italia arriva un appello alle first ladies dei paesi che saranno ospiti perché “disertino l’appuntamento italiano, per affermare con forza che la delegittimazione della donna in un paese offende e colpisce le donne di tutti i paesi”.

Stanche dell’immagine che il nostro premier dà delle donne italiane nel mondo, stanche di dover continuamente combattere contro uno stereotipo (forse solo italiano) per cui la donna (anche capace) viene prima di tutto giudicata per il suo aspetto esteriore, quattro professoresse universitarie hanno deciso di lanciare un appello alle first ladies che si riuniranno nel capoluogo abruzzese, e lo hanno fatto dal sito di micromega. L’appello poteva essere lanciato solo oltre i confini nazionali, visto che dalle nostre parti è già tanto che si parli di quello che sta succedendo. Le donne di destra che siedono in Parlamento si sono, infatti, ben viste dall’esprimere giudizi negativi sui comportamenti sessisti del presidente del Consiglio.
Oggi, però, non ci dovrebbero essere più dubbi sul fatto che il gran numero di veline nelle liste delle passate elezioni era dovuto solo ad una sorta di risarcimento spese. Purtroppo, però, sono stati più i media stranieri a seguire questa notizia che non quelli italiani, da mesi sotto il controllo di una censura crescente. Le quattro professoresse, però, se lo aspettavano e, infatti, avevano scritto “il controllo che Berlusconi esercita sulla grande maggioranza dei media italiani, limita pesantemente le possibilità di esprimere dissenso e critica. Risulta difficile, quindi, far emergere l’insofferenza di tante donne che non si riconoscono nell’immagine femminile trasmessa dal premier e da chi gli sta intorno”.

I giornali stranieri non si sono lasciati scappare un boccone così succulento. Il New York Times in un articolo di Maureen Dowd scrive che nell’appello si esorta Michelle Obama e le altre first ladies a boicottare il G8 per protestare contro il comportamento “sessista” e “offensivo” del primo ministro Italiano nei confronti delle donne.
Nell’articolo la Dowd ripercorre gli ultimi faticosi mesi del nostro presidente del Consiglio, dalla richiesta di divorzio di Veronica Lario con una lettera in cui accusava il marito di frequentare minorenni, fino alle foto della residenza estiva del premier in cui si allietava della compagnia di giovani donne lascive, senza dimenticare la testimonianza di Barbara Montereale sulle sue prestazioni di “donna immagine” e le interviste di Patrizia D’Addario che “ha avuto un rapporto sessuale con il 72enne primo ministro in cambio di un favore per un permesso di costruzione”.
Le foto con la giovane Noemi paragonate a tutto questo fanno decisamente quasi sorridere. La notizia è stata logicamente ripresa dal Times di Londra, che aveva pubblicato le foto censurate in Italia, rispettando la libertà di stampa e il diritto del cittadino ad essere informato su chi lo governa. Richard Owen, nel suo articolo, ricorda anzi come Berlusconi invece di dare spiegazioni sia passato al contrattacco accusando La Repubblica e i giornali stranieri di aver condotto una campagna di diffamazione nei suoi confronti.
La prossima mossa, ora, spetta proprio alle first ladies. Per il momento nessuna ha dato forfait, ma c’è ancora tempo e nulla è perduto. Chi sa quali conseguenze potrebbe avere, a livello internazionale, un boicottaggio di questo tipo. Incrociamo le dita.

La notizia sui giornali stranieri:

 
Marianna Lepore
 
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