La crociata di Giovanardi contro lo spot Ikea

PubblicitaIkeaGiovanardicontroDue uomini di spalle si tengono per mano e si guardano. Uno dei due ha una busta gialla, riconoscibile a molti, piena di oggetti appena comprati. Sopra, una scritta: “Siamo aperti a tutte le famiglie”. È la nuova pubblicità dell’Ikea che promette di soddisfare, appunto, i bisogni di ogni tipo di famiglia anche con il nuovo negozio che aprirà a breve a Catania. Una pubblicità come tante di cui nessuno si sarebbe occupato se il sottosegretario alla famiglia, Carlo Giovanardi, non avesse pensato di iniziare la sua crociata contro questa campagna pubblicitaria.

“Noi di Ikea la pensiamo proprio come voi: la famiglia è la cosa più importante”, recita il manifesto. Ma il sottosegretario alla famiglia non ha gradito le parole e anzi in un’intervista a Klaus Davi dice anche cosa a lui e al Governo piacerebbe: «Una campagna pubblicitaria che dicesse ‘siamo aperti all’intera comunità. Nel senso che i clienti di una multinazionale sono uomini, donne, anziani, giovani senza preclusioni di nessun tipo. Ma diverso è attaccare la Costituzione italiana con tale violenza. Spero che l’Ikea non utilizzi più quell’annuncio per le prossime aperture annunciate in varie città».
Capire quale sia l’attacco alla Costituzione nascosto dall’immagine di due uomini che si tengono per mano (immagine definita “offensiva e di cattivo gusto”) non è facile. Per il sottosegretario quel termine “famiglia” usato nella campagna pubblicitaria è “in aperto contrasto contro la nostra legge fondamentale che dice la famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio, in polemica contro la famiglia tradizionale, datata e retrograda”.
A parte il fatto che in passato molti costituzionalisti si sono già espressi nell’interpretazione di quell’articolo della nostra Costituzione (il 29), concludendo che non impone affatto alla Repubblica di riconoscere come famiglia solo quella definita quale «società naturale fondata sul matrimonio». Non si capisce perché un sottosegretario che dovrebbe occuparsi di politiche per favorire la formazione di nuove famiglie nel nostro paese debba scagliarsi contro un’immagine di due esseri umani che abbiano deciso di arredarsi casa. Invece di dedicare lo stesso tempo in politiche per la famiglia. Se lo è chiesto anche il senatore del Partito Democratico Ignazio Marino che commentando in una nota le dichiarazioni di Giovanardi, ha detto: “Cosa ha fatto il Governo per sostenere le famiglie? Diminuirà di 10 volte il Fondo delle politiche per le famiglie nel corso dei prossimi anni, portandolo da 346 milioni di euro del 2008 ai 31 milioni previsti per il 2013. E cosa accadrà al Fondo per l’infanzia? Passerà dai 100 milioni di euro del 2008 a zero”. A gettare acqua sul fuoco alle polemiche alzate dal sottosegretario ci ha pensato Valerio di Bussolo che, replicando per conto di Ikea, ha precisato che “la campagna è finita e non rinneghiamo quello che abbiamo scritto”.
A poche ore dall’attacco contro Paola Concia, si sperava che un sottosegretario per la famiglia non alimentasse i sentimenti di odio nel nostro Paese, ma condannasse ad esempio le aggressioni alla comunità gay. Se però si pensa che lo stesso sottosegretario non ha pensato di spendere una sola parola sullo scandalo bunga bunga che certo non metteva in buona luce il concetto di “famiglia”, allora non desta scalpore questa intervista. E viene letta per quello che è: un facile modo per attirare l’attenzione, i titoli e il consenso degli italiani, si spera meno bigotti.

Marianna Lepore

 
Ordina libri, cd, dvd su Ibs e sostieni il sito

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>