Vietato esistere

Matrimonio_gay

Nessun principio cristiano, liberale o filosofico può giustificare il divieto al matrimonio gay. Uno dei più importanti principi nati dall’Illuminismo e dal Liberalismo stabilisce che ognuno dovrebbe essere libero di fare quello che vuole finchè non danneggia gli altri. Questo principio in fondo era implicito già nel cristianesimo: ama il prossimo tuo come te stesso. Come puoi amare il tuo prossimo e al tempo stesso vietargli di fare quello che vuole? Non puoi. Questo principio è implicito nella stessa idea di Dio, che secondo tutte le religioni avrebbe infatti lasciato all’uomo il libero arbitrio. Nonostante questo gli uomini hanno limitato per millenni la libertà dei propri simili. In particolare di coloro che vengono percepiti come diversi. Ad esempio, gli omosessuali

Quale principio cristiano, liberale o filosofico giustifica il divieto del matrimonio gay? Nessuno. Mettiamo che una persona non voglia sposare qualcuno del suo stesso sesso. Fatti suoi. Ma due uomini o due donne che si sposano, che lui nemmeno conosce e non vedrà mai, possono danneggiarlo in qualche modo? Evidentemente no. Eppure parte del civile, liberale e cristiano occidente tuttora vieta ai gay di sposarsi. In Italia è addirittura vietato avere il benchè minimo riconoscimento civile della convivenza, tanto che la proposta di introdurre i Dico ha scatenato, come sappiamo, un improvviso impegno politico cattolico (o presunto tale) che sarebbe stato degno di miglior causa. 
E in occidente le cose vanno anche (relativamente) bene per gli omosessuali, visto che perlomeno non sono più perseguitati dalla legge come accadeva fino agli anni 70. Fino a pochi anni fa. In tre quarti del mondo essere omosessuale è ancora considerato un crimine punibile con la prigione o la morte. E la Chiesa cattolica si è recentemente opposta alla direttiva Onu che voleva condannare la persecuzione degli omosessuali. 
Perché accade questo? Cosa gliene frega a chi non è omosessuale che qualcun altro lo sia? Per quale ragione impedire a qualcuno di essere quello che è se non danneggia nessuno in nessun modo? La risposta a questa domanda risiede nel fatto che la nostra società non è mai divenuta nè compiutamente cristiana nè compiutamente liberale. Si porta dietro ampie e pesanti scorie che provengono da culture più antiche e deteriori, secondo cui le donne sono esseri inferiori, gli effeminati vanno uccisi sul posto e gli unici veri uomini sono quelli capaci di sgozzare qualcuno con un coltello. Un tipo di cultura di cui ci sono ampie tracce in alcuni libri del Vecchio Testamento. Un tipo di cultura che ha prodotto cose come il nazismo. Il divieto del matrimonio gay non ha giustificazioni nè liberali nè cristiane. Ma ha giustificazioni reazionarie e conformiste. La cultura che vieta il matrimonio gay semplicemente non accetta che i gay esistano. Li vorrebbe morti, squartati sulla pubblica piazza come talvolta si usava nel medioevo, ma non ha il coraggio di dirlo, e allora si limita a ostacolare la loro esistenza in ogni modo possibile. 
Questa cultura è parte integrante delle principali religioni nel mondo, nonostante in teoria i loro principi siano sulla carta l’amore e il rispetto per il prossimo. Questa cultura è parte integrante di quasi tutti i partiti conservatori dell’occidente, nonostante sulla carta siano grandi sostenitori del liberalismo. Ma questa cultura sarà sconfitta. Il matrimonio gay è già possibile in Belgio, Olanda, Lussemburgo, Spagna, Norvegia e Svezia. Unioni civili sono possibili in tutto il resto dell’Europa occidentale, tranne Irlanda, Italia e Grecia, paesi soffocati dal potere politico delle loro Chiese. Anche se diversi stati USA hanno vietato il matrimonio gay, esso è permesso in Connecticut e Massachussetts, e da ieri anche in Iowa, il primo degli stati centrali a farlo. Le unioni civili sono permesse in Vermont, New Hampshire e New Jersey, che presto dovrebbero approvare leggi che permetteranno il vero e proprio matrimonio, e leggi simili esistono anche in California, Oregon, Washington, Discrict of Columbia (l’area della capitale), Hawaii e Maine. Ci sono ampie parti dell’occidente dove l’opinione pubblica ha smesso di rifiutare il fatto che gli omosessuali esistono. Poichè esistono, devono avere il diritto di sposarsi sulla base dei principi fondanti delle nostre democrazie e della nostra civiltà. La “famiglia tradizionale” uomo-donna non ha niente a che fare con questo. Se sei un uomo eterosessuale magari sposerai una donna. Se sei un uomo omosessuale magari sposerai un uomo. Punto, non ci sono altri discorsi da fare in merito. Non vuoi essere omosessuale? nessuno si è mai sognato di obbligarti a esserlo. Quindi perché ci sono ancora così tante persone che non accettano il fatto che gli omosessuali esistano?
Perchè nel 2009, dopo più di duemila anni di cristianesimo e circa 200 anni dalle prime rivoluzioni liberali, dobbiamo ancora difendere il principio che ognuno deve essere libero di vivere come vuole finché non danneggia gli altri? 

Francesco Defferrari

 

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