Forum, falsa terremotata: “ricostruzione perfetta”

Forum_fintaterremotataMancano poco più di sette giorni al secondo anniversario del terremoto in Abruzzo, quando tra il 5 e il 6 aprile la terra tremò alle 3.32 e 309 persone morirono. Non siamo in Giappone, le strade non sono state riparate in soli sei giorni. Siamo in un Paese in cui valgono solo le promesse, non i fatti. A distanza di due anni l’Aquila non si è ripresa, il Governo l’ha abbandonata e anzi, ora la città ha dovuto anche sopportare che la televisione si prendesse gioco del suo dolore.

Qualcuno potrebbe vederci una campagna pre-elettorale: uno spot che questa volta, però, è uscito decisamente male. Capita che un programma televisivo in onda su un canale di proprietà del presidente del Consiglio si occupi quotidianamente di giustizia. E che lo faccia a modo suo, coinvolgendo il pubblico, i giudizi della gente. Capita che quelle cause spesso e volentieri siano solo dei copioni ben scritti e spesso mal recitati. Un modo per far passare il tempo alle casalinghe e alle nonne che immaginano anche di imparare qualcosa sulla legge. Questa volta, però, a qualcuno c’è presa un po’ troppo la mano. Così nella puntata del 25 marzo (la si può vedere per una settimana sul sito ufficiale) Rita Dalla Chiesa presenta la causa di Marina, una signora aquilana terremotata che chiede all’ex marito 25.000 euro per far ripartire la sua attività, un negozio di abiti da sposa, distrutto dopo il terremoto. Fin qui tutto nella norma. La propaganda inizia poco dopo, quando la signora Marina ringrazia il presidente Berlusconi per le cose fatte alla “sua” città. «Non ci ha fatto mancare niente, ha dato a tutti case con giardini, garage e tutti lavorano. Voglio quei soldi perché tutte le attività hanno riaperto, tranne la mia. L’Aquila è in piena ricostruzione, sta tornando come prima». Rita Dalla Chiesa approfitta per ricordare al pubblico che bisogna anche ringraziare Bertolaso perché ha fatto un grandissimo lavoro e tra il pubblico c’è chi interviene e tira fuori la solita frase di rito “bisogna rimboccarsi le maniche”. Poi la signora Marina dichiara che «Sono rimaste fuori solo 300/400 persone, stanno in hotel perché gli fa pure comodo, mangiano, bevono e non pagano nulla, pure io ci vorrei andare.»
Gli Aquilani probabilmente non stavano nemmeno guardando quella trasmissione. Ma l’eco gli è arrivato rapidamente e subito il dibattito tra gruppi su Facebook e siti vari ha invaso la rete. Anche perché basterebbe visitare il sito ufficiale del Commissario per la ricostruzione per appurare che queste notizie non sono vere. Così l’assessore alla Cultura e alle Politiche Sociali del Comune dell’Aquila, Stefania Pezzopane, ha deciso di scrivere una lettera alla Dalla Chiesa e di invitarla direttamente in città. La Pezzopane ha scritto che la trasmissione ha dato un quadro distorto e assolutamente non veritiero della situazione attuale e che gli aquilani si sono sentiti offesi e presi in giro. La loro, oggi, è un’esistenza precaria. Non hanno tutti i giardini e le villette, come diceva Marina, “Gli anziani giocano a carte sotto le pensiline degli autobus, l’economia è al tracollo, l’occupazione in affanno e temiamo che i nostri giovani abbandonino la città se non partirà la ricostruzione non solo strutturale ma anche sociale ed economica”. È inaccettabile – ha aggiunto la Pezzopane – che “partendo da una storia non vera si sia voluto fare uno spot che falsifica la situazione in cui versa la popolazione”.  Rita Dalla Chiesa oggi risponde alle polemiche e giura che lei «spot per Berlusconi» non ne ha mai fatti in vita sua. E sul fatto che i due signori non siano aquilani risponde solo che «non posso chiedere a tutti la carta di identità». Marina Villa, si scoprirà, non è, infatti, una “terremotata aquilana”. E non è nemmeno separata. Il vero marito la aspetta a casa a Popoli, il paese abruzzese dove la coppia vive e gestisce un’agenzia funebre. Finita nella bufera, la signora è stata rintracciata e ha dichiarato: “Ma lo sanno tutti che è una trasmissione finta. Ho chiesto di partecipare alla trasmissione e quando gli autori hanno saputo che ero abruzzese, mi hanno chiesto di interpretare quel ruolo. Mi hanno spiegato quello che avrei dovuto dire. Mi hanno dato 300 euro. Come agli altri attori”.
Non si tratta di fare della morale su una persona che per 300 euro accetta di recitare una parte del genere. Alla signora è andata anche peggio, economicamente parlando, delle ragazze dell’Olgettina, anche solo per fare un esempio. Si tratta di mostrare per l’ennesima volta il potere che la televisione può avere. Anche un piccolo programma che di tutt’altro si occupa, può diventare uno spot elettorale. Poco importa che sia tutto falso. Perché televisivamente parlando il messaggio resta. L’udienza è tolta. E al telespettatore medio, spente le polemiche di queste ore, resterà solo il messaggio che “Berlusconi ha risolto tutti i problemi del terremoto all’Aquila”. Un’altra bugia ben costruita. L’ennesima per un Paese che assiste al suo scempio.

Marianna Lepore

 
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