I precari spremuti come limoni

precariflashmobRomaTra pochi giorni, il 6 maggio, l’Italia si fermerà per lo sciopero generale (il quarto dall’insediamento del governo Berlusconi), ma tanti lavoratori difficilmente potranno esercitare il loro diritto di sciopero. Sono i precari, quelli costantemente sotto ricatto. Per questo oggi a Roma il comitato “Il nostro tempo è adesso, la vita non aspetta” ha lanciato la campagna “Precari/precarie in sciopero”. Oggi sono scesi per le strade della Capitale per far sentire la loro voce visto che con molte probabilità venerdì non potranno esserci.

Perché i precari sono quelli a “diritti zero”, quelli che lavorano come chi ha un contratto a tempo indeterminato ma non possono pianificare la loro vita. Sono quelli della perenne ansia “che ne sarà di me” quando si avvicina la data di scadenza. Vivono anche loro con una “data di scadenza”. Spremuti come limoni, senza maternità, ferie, malattia, paternità, senza sostegno al reddito quando il contratto finisce, senza il diritto di sciopero, appunto. Così oggi molti di loro si sono radunati a Roma e armati di limoni (avete letto bene, proprio limoni), post-it e spremiagrumi sono arrivati davanti alla sede del Ministero del Lavoro e lì hanno lasciato una cassa di agrumi. Lo slogan era: “E ora spremetevi questi!” e su ognuno dei limoni c’era un post-it con il diritto negato dalla precarietà (“Spremete questo e non il diritto di sciopero”).
Non solo Roma, però, oggi anche a Napoli ci sono state iniziative in alcuni punti strategici della città. Il più significativo era sicuramente quello messo in atto alla stazione centrale. Ore 12.50, binario 16, in partenza uno dei tanti treni ad alta velocità per Milano centrale, uno di quei treni che attraversano le città come Roma, Bologna, Firenze, destinazioni tipiche di molti ragazzi del sud in cerca di occupazione.
Una fuga di cervelli e soprattutto di giovani che da anni è senza interruzione, svuotando il sud Italia della sua principale risorsa. Il gruppo partenopeo dei “Giovani non più disposti a tutto” e i ragazzi de “Il nostro tempo è adesso” hanno invaso il marciapiede accanto al binario 16 della Stazione con valigie di cartone e un titolo di viaggio formato gigante.
Le stesse valigie di cartone che usavano i nostri nonni e bisnonni in cerca di fortuna verso il nord, ora sono state solo sostituite da trolley con le rotelle ma ogni giorno salgono sui treni con le speranze di tanti in cerca del loro futuro. Oggi, però, chi manifestava ha lasciato quelle valigie di cartone in stazione ed è tornato a casa. “Noi non partiamo!” era il loro slogan. Per costruire il loro futuro qui. E prepararsi al grande sciopero generale del 6 maggio.

Marianna Lepore


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