L’Occidente senza diritti umani

Proteste dei Rom in FranciaPochissimi comprendono la gravità di quello che avviene in Francia, in Italia e in genere in tutto l’occidente ricco, per quanto riguarda i diritti degli immigrati e delle minoranze. Provvedimenti come quello francese, l’espulsione di centinaia di Rom che non erano accusati di specifici reati, o come quelli di alcuni sindaci della Lega, che subordinano i diritti civili all’appartenenza a una presunta razza italica, sono la negazione di secoli di civiltà. 

Simili avvenimenti sono sintomi di un razzismo che l’Occidente ha coltivato per secoli e non ha mai abbandonato: il razzismo che in passato ha provocato l’Olocausto, una serie infinita di guerre e lo sterminio di interi popoli negli altri continenti. Una barbarie che nega tutte le conquiste civili, umane e sociali della Rivoluzione Francese e di tutto il pensiero liberale che ha affermato i diritti umani come qualcosa di sacro e inviolabile, non sottoposti all’arbitrio e alla convenienza del potere, non subordinati all’appartenenza a un gruppo sociale o etnico.
Ma oggi, in Europa, come in Nordamerica, Australia e molti altri paesi ricchi, chiudere le frontiere a certe persone solo perché vengono da paesi poveri, arrestarle, imprigionarle ed espellerle solo per la loro origine, anche quando non hanno commesso nessun reato a parte esistere, è diventato del tutto normale. Nel caso dei Rom, cittadini europei da almeno un migliaio di anni, simili provvedimenti sono ancora più gravi.
Ma ormai è normale negare ai non cittadini il diritto di circolare liberamente, negare il rispetto dei loro diritti civili e la possibilità di votare. Normale insomma che essere non cittadini significhi avere inferiori diritti umani. Tutto questo è anche, e pochissimi lo capiscono, un precedente molto pericoloso, il fatto stesso che l’Europa permetta ai paesi membri di violare i diritti umani di qualcuno perché é qualcosa e non perché ha fatto qualcosa. La discriminante per essere perseguitati dallo stato è quella di essere diversi e poveri, senza che sia necessario aver commesso uno specifico reato. E se oggi i poveri e i diversi sono gli immigrati e i Rom, domani potrebbero essere qualsiasi altro gruppo sociale che serva al potere come capro espiatorio. Manifestazione per gli immigrati in Francia
Con questa politica assolutamente insostenibile di fronte alla dichiarazione dei diritti dell’uomo la Francia di Sarkozy è arrivata allo scontro con l’Unione Europea. L’Italia di Berlusconi, che negli ultimi ha ricevuto numerose censure da UE e ONU per la persecuzione di rom e migranti, ovviamente ha subito appoggiato la Francia. E lo ha fatto anche la Spagna del socialista Zapatero, perché ormai il razzismo non ha più confini politici, è sempre la soluzione più facile per ottenere consensi presso i cittadini spaventati dalla modernità.
Pochi infatti dicono che la globalizzazione delle persone è una logica inevitabile conseguenza della globalizzazione dei trasporti, delle merci, del lavoro. Non è qualcosa che possa essere fermato, ma soltanto accettato e guidato. Si potrebbe farlo senza tradire e affossare i faticosi e lenti progressi civili che bene o male sono stati fatti in Occidente negli ultimi secoli. Nel caso specifico dei Rom bisognerebbe anche capire che fine hanno fatto, in Italia e non solo, i fondi europei che sono stati stanziati per la loro integrazione e che avrebbero potuto risolvere i problemi di quella che in fondo è una minoranza molto piccola, se fossero stati usati a questo scopo invece di sparire nel nulla. 
Ma alla fine del 2010 L’Europa, come da tradizione consolidata nei secoli, continua a preferire la ricerca di un capro espiatorio piuttosto che affrontare i suoi numerosi e veri problemi economici e sociali. 

Francesco Defferrari

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