Democrazia limitata

Giuramento della Pallacorda di David, l'inizio della Rivoluzione FranceseNon è tanto una questione di capitalismo, le banche in mano a gruppi di potere che decidono con rapide operazioni finanziarie il destino di migliaia di persone, o di sistemi politici ed economici alternativi. E’ una questione di democrazia. E’ sempre stata una questione di democrazia, anche nel remoto passato. C’è democrazia quando le persone sanno chi prende le decisioni, perché le prende, e possono intervenire per influenzare queste decisioni.

C’è democrazia soprattutto quando le persone sono libere di vivere come vogliono, anche in maniera diversa dalla maggioranza. La mancanza di democrazia naturalmente ha diverse gradazioni. Ci sono le avanzate democrazie liberali occidentali, dove i cittadini votano e i politici devono mantenere un certo standard morale per avere i loro voti. Anche in queste democrazie però ci sono gruppi di potere che fanno tutto il possibile per influenzare l’opinione pubblica con la propaganda politica, che spesso sfrutta pregiudizi e paure. Si usa la paura del crimine e di veri o presunti nemici interni ed esterni per giustificare polizie ed eserciti. Si usa la paura della povertà per giustificare il sistema economico così com’è. Anche se in realtà non è nell’interesse di tutti che lo Stato spenda enormi quantità di denaro per fabbricare e comprare nuove armi. Non è nell’interesse di tutti che pochi uomini possiedano la maggior parte della ricchezza e che spesso l’abbiano ottenuta con la truffa, l’inquinamento del pianeta o lo sfruttamento degli uomini. Ma il sistema si regge perché la propaganda di certi gruppi va avanti da un paio di secoli, e quindi ormai viene data per scontata. Tutti credono che le banche siano molto utili, quando in realtà sono comitati d’affari che dispongono come vogliono del denaro delle persone e ne ricavano enormi profitti senza dare nulla in cambio. 
Quindi anche nelle avanzate democrazie occidentali non c’è vera democrazia, perché se le persone sapessero davvero come funziona il sistema, probabilmente molti di loro non vedrebbero nessun interesse a finanziare le banche e le industrie delle armi. La mancanza di democrazia quindi è direttamente connessa alla mancanza di informazioni attendibili, perché il sistema informativo è in mano a gruppi di potere che possono avere idee diverse su molte cose, ma concordano nella protezione dei loro privilegi. 
Scendendo la scala della democrazia rispetto ai paesi occidentali avanzati troviamo poi paesi come l’Italia. Dove il monopolio dell’informazione è talmente grave che accade qualcosa che sarebbe impensabile negli altri paesi democratici: un premier che non deve mantenere nessun particolare standard morale, tanto gli elettori lo votano lo stesso. In questo caso la violazione dei diritti della minoranza risiede nel fatto che ha una voce molto marginale nel sistema informativo, e quindi risulta schiacciata dalla propaganda, onnipresente, al servizio di un solo uomo. Per i gruppi di potere che dominano l’occidente l’Italia è quindi una sorta di laboratorio di come sia possibile eliminare i fondamenti della democrazia senza l’uso delle armi. Ora tutti in Italia e nel mondo si chiedono fino a che punto può arrivare Berlusconi. Può davvero eliminare l’indipendenza della magistratura, cambiare la Costituzione democratica, salvarsi dai suoi processi, restare al potere e farla franca? Solo un’ampia reazione della società civile può riuscire a fermarlo. 
Ancora più in basso nella scala della democrazia c’è la Russia di oggi, in mano ad un apparato burocratico-militare alleato con un pugno di oligarchi. Lì ci sono elezioni teoricamente libere, ma la propaganda filo governativa è onnipresente, i giornalisti vengono uccisi continuamente se osano dire la verità e l’opposizione messa a tacere non solo con il monopolio dell’informazione, ma anche con intimidazioni e arresti. Più che una democrazia è una facciata, ma potrebbe durare molto a lungo semplicemente perché in Russia la democrazia non c’è mai stata, e il popolo per secoli è stato educato all’obbedienza. 
Scendendo ancora si trovano paesi come la Cina, dove gli oppositori e i giornalisti non allineati vengono arrestati continuamente e il regime cerca di controllare tutte le fonti d’informazione, e l’Iran, dove però l’opposizione si sta ribellando, perché ormai molti si sono resi conto che dietro la facciata della teocrazia islamica popolare c’è un gruppo di potere che si arricchisce mentre i cittadini vengono costretti a vivere secondo standard morali imposti e l’opposizione perseguitata, arrestata, uccisa nelle strade e in carcere. 
Tutte le democrazie, pur limitate, e le dittature, abbiano o meno una facciata di democrazia, hanno qualcosa in comune: possono cadere facilmente se gli standard di vita della popolazione si abbassano troppo rapidamente. Le persone tollerano per molti motivi la mancanza di democrazia fino a quando possono vivere bene o sperare ragionevolmente di poter migliorare la loro condizione. E’ la crescita che ha salvato finora i governi russo e cinese. Ma non ha funzionato in Iran, dove le persone vogliono maggiore libertà e sono stanche dello stato di guerra permanente con il resto del mondo.
Funziona ancora in Italia, ma soltanto perché la solidarietà delle famiglie finora ha salvato la maggior parte dei disoccupati e dei precari dalla povertà. Prima o poi gli effetti della crisi potrebbero colpire l’Italia in maniera devastante, perché la sua crisi non è soltanto quella partita dalla finanza globale, ma è una crisi strutturale dovuta a un sistema economico vecchio e rigido, poco innovativo, gravato da corruzione, raccomandazioni ed eccessi di burocrazia. Nel 1994 e nel 2001 Berlusconi vinse le elezioni promettendo di restituire dinamismo all’economia italiana. Una promessa mai mantenuta. Nel 2008 ha vinto più che altro grazie al pessimo governo di centrosinistra che lo ha preceduto e con una buona dose di propaganda contro l’immigrazione, che in realtà ha salvato il paese dall’implosione negli ultimi dieci anni con l’abbondanza di manodopera a basso costo. La domanda è se il governo di Berlusconi sarà in grado di nascondere la realtà ancora per anni oppure se tutti i suoi limiti e i suoi errori verranno finalmente alla luce nonostante lo spesso velo della propaganda. 
E una domanda ancora più importante è se questo paese, e molti altri paesi nel mondo, riusciranno mai ad avere una vera democrazia, decisa e governata dalle persone e non dai gruppi di potere che manovrano alle loro spalle. 

Francesco Defferrari

 
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