Pericoloso

Berlusconi Confindustria

La vicenda Noemi ha assunto ormai un’importanza un pò esagerata, soprattutto perchè è il minore dei motivi per cui Berlusconi è pericoloso per la democrazia e per il paese. Inoltre la sua relazione con la fanciulla potrebbe anche essere superficiale e innocente come dice lui. Tutto è possibile. Che Berlusconi sia davvero pericoloso per altri sei motivi invece lo hanno capito tutti. All’estero

Tra le fila dei comunisti che lo odiano e vogliono fargli del male, oltre al  da sempre bolscevico The Economist ora si trovano anche gli stalinisti The Times e Financial Times. Quest’ultimo scrive che Berlusconi non è un altro Mussolini ma rappresenta comunque un nuovo pericolo, la sostituzione della politica con l’intrattenimento, la continua demonizzazione degli avversari e il rifiuto di riconoscere l’indipendenza dei poteri dello stato. La colpa, dice il Financial Times, è in parte delle sinistra mancante, di istituzioni deboli e politicizzate, di un giornalismo che ha troppo spesso accettato un ruolo subalterno, ma soprattutto di un uomo molto ricco, molto potente e sempre più privo di scrupoli. Non un fascista, ma un pericolo, in primo luogo per l’Italia, e un esempio maligno per tutti. 
Per chi non lo sapesse i due quotidiani appena citati e lo stesso Economist sono giornali inglesi liberali e conservatori. Infatti anche se Berlusconi ha spesso basato le sue vittorie elettorali sul “pericolo comunista” nel resto del mondo si sono accorti che il muro di Berlino è caduto nel 1989. La Democrazia Cristiana ebbe l’appoggio degli Stati Uniti e della Gran Bretagna, dalla fine degli anni 40 in poi, anche se non era poi così democratica: per lungo tempo ha avuto il monopolio televisivo e c’erano vasti settori del partito che in più occasioni sono stati tentati da svolte autoritarie. Ma agli occhi degli alti paesi occidentali tutto era giustificabile per evitare che l’Italia si avvicinasse troppo al blocco sovietico. Tuttavia ora che il “pericolo comunista” è cessato da un pezzo Berlusconi non può giustificare in nessun modo le sue tendenze autoritarie. Perlomeno non all’estero, perché gli italiani invece ci cascano sempre
Il vero pericolo infatti sono proprio gli italiani, o almeno gran parte di essi. Negli anni 20 una grossa fetta del paese piuttosto che affrontare le richieste di maggiore giustizia sociale ha preferito regalare l’Italia a Mussolini. Dal 46 al 92 gli italiani erano disposti ad accettare la corruzione, l’incapacità e le tendenze autoritarie dei partiti di governo pur di escludere la sinistra comunista dalla gestione del potere. Dopo il 94 hanno ripetutamente votato un magnate dei media come capo del governo senza preoccuparsi di come avrebbe manipolato l’informazione. E questo nonostante i governi non berlusconiani degli ultimi anni siano stati tutto ma certamente non particolarmente spostati a sinistra, anzi il maggior partito della sinistra italiana ha fatto una tale rincorsa al centro che ormai non è più nemmeno riconoscibile come tale. 
La democrazia può funzionare solo se i poteri dello stato sono indipendenti tra loro, esecutivo, legislativo, giudiziario e la stessa informazione. Negli altri paesi occidentali lo sono pienamente almeno dal secondo dopoguerra, se non da prima. In Italia non lo sono mai stati. Fino agli anni 90 la magistratura si era spesso allineata al potere politico. Ora che in gran parte ha smesso di farlo i politici italiani semplicemente non lo tollerano e l’accusano di essere politicizzata. L’informazione non è mai stata davvero libera, visto che in gran parte era controllata dal potere economico, ma con Berlusconi abbiamo avuto un netto peggioramento perché ora gran parte dei media sono sotto il controllo di un solo soggetto economico. 
Ora il premier intende togliere importanza al parlamento e addomesticare la magistratura. Al punto in cui siamo chi può impedirglielo? solo i cittadini italiani, ma bisogna chiedersi se vorranno farlo. La vera domanda è però per quale motivo stiamo scivolando in una dittatura di fatto? Negli anni 20 e nel dopoguerra la scusa era il pericolo comunista. Ma nel 2009 gli italiani quale scusa hanno?

Francesco Defferrari 

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