C’eravamo tanto amati

Berlusconi con Ruini

Tutto sembrava pronto per una grande riconciliazione. Nonostante da più parti la Chiesa avesse condannato i comportamenti privati del premier e anche le leggi razziste e disumane del suo governo in materia di immigrazione e respingimenti, la festa della Perdonanza all’Aquila doveva essere una tregua. Facciamo la pace, mettiamoci d’accordo.

 In fondo non dimentichiamo che la Chiesa e questa maggioranza sono sempre stati ottimi amici, praticamente si amavano. Sul testamento biologico, la fecondazione assistita, le leggi per i diritti di convivenza delle coppie non sposate Chiesa e partiti di destra parlavano con una sola voce, anzi una sola parolina. No, no e no. E andavano d’accordo anche su tante altre cose, come i finanziamenti alle scuole private. Ma ora per un articolo del Giornale pubblicato nel momento meno adatto tutta la procedura di riconciliazione è saltata.
Forse adesso anche la Chiesa, o almeno una parte di essa, si rende conto di cosa significa un premier che ha il controllo quasi totale dell’informazione. Significa che può fare quello che vuole senza risponderne a nessuno. Anche emanare leggi anti cristiane o comportarsi in maniera completamente anti cristiana, e conservare comunque il consenso dei cittadini. Ora forse anche la Chiesa può capire quanto sia importante la democrazia. Non è che il Vaticano sia mai stato sinceramente democratico. Non lo era nel 1800 e non lo è stato nemmeno in seguito. Ha appoggiato dittature sanguinarie in cambio di favori e appoggi innumerevoli volte. 
E questo la dice lunga su quanto Berlusconi sia diventato arrogante, se pensa di poter arrivare allo scontro diretto con la Chiesa senza averne conseguenze negative. Ma potrebbe aver ragione, perché un premier che controlla l’informazione e che cerca di controllarla sempre di più ogni giorno può riuscire a convincere gli italiani di avere ragione anche contro il Vaticano stesso. Se Berlusconi decidesse per ripicca di intraprendere una convinta politica laica l’Italia potrebbe anche ricavarne dei benefici e avvicinarsi alle altre democrazie occidentali. Ma sembra un’ipotesi un pò troppo fantasiosa. Se con Veronica non ci sono ormai speranze di riconciliazione, con la Chiesa, o almeno con la parte di essa da sempre disponibile a fare compromessi, un qualche accordo può ancora trovarlo.
Se ci riesce finiranno di nuovo amici come prima, anzi più che amici. E la Chiesa si limiterà a criticare il governo il minimo indispensabile per dare l’illusione che gli importi qualcosa dei diritti umani, come ha fatto durante i precedenti governi Berlusconi. Se invece non ci riesce avremo uno spettacolo completamente inedito in Italia. Perché ci sono stati e ci sono tanti preti che si sono battuti coraggiosamente per la libertà, la pace, la giustizia. Ma la Chiesa di vescovi e cardinali, quella ricca e potente, che si batte seriamente per la democrazia in Italia non si è mai vista. 

Francesco Defferrari

 
  

    

 

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