Un patto con il diavolo

Berlusconi e il Papa

L’approvazione della Ru486, la pillola che permette l’aborto non chirurgico nelle prime settimane di gravidanza, ha scatenato la solita sequela di anatemi e scomuniche da parte della chiesa cattolica e il solito improvviso e sospetto ardore cristiano tra i partiti di maggioranza. Quelli che per mesi se ne sono fregati delle (timide) censure della chiesa per i comportamenti privati di Berlusconi e delle proteste di tutte le associazioni cattoliche per la politica dei respingimenti e il decreto sicurezza

Questi ultimi due provvedimenti inumani del governo sono infatti in diretto contrasto con il vangelo, che invece non dice una parola su fecondazione assistita, aborto e diritti degli omosessuali. Oltretutto la Ru486 non cambia assolutamente nulla nella sostanza della legge sull’aborto, è solo una procedura meno invasiva per il corpo delle donne.
Ma ci sono cristiani e cristiani. Ci sono quelli che hanno letto il vangelo e quelli che sono cristiani solo quando conviene alla propaganda politica. In tutto questo ovviamente le televisioni di regime ci sguazzano, perché se le proteste cattoliche contro il decreto sicurezza in televisione non si sono viste affatto e gli articoli dell’Avvenire sui comportamenti di Berlusconi tantomeno, queste prese di posizione contro la Ru486 hanno fior di servizi sui telegiornali. Ma la chiesa questo dovrebbe saperlo, quindi bisogna concludere che per loro attaccare i diritti di scelta delle donne è molto più importante che difendere i diritti umani. Insomma è la solita chiesa del medioevo, ipocrita, connivente con il potere, pronta ad attaccare e reprimere ogni barlume di libertà perché a nessuno deve essere permesso vivere in modo apertamente laico, ma per il Re che si presenta alle messe la mattina e poi la sera organizza festini di prostitute allora non ci sono nè anatemi nè scomuniche
Una chiesa che avesse davvero intenzione di seguire il messaggio del vangelo non si scaglierebbe contro le donne che vivono un dramma personale, ma al massimo offrirebbe il proprio aiuto. Una chiesa che avesse davvero intenzione di seguire il vangelo farebbe le barricate in strada contro la vergogna del decreto sicurezza e contro i respingimenti. Perché mentre loro si scagliano contro la Ru486 ci sono donne, clandestine solo perché hanno un lavoro irregolare, costrette a partorire in casa perché se vanno in ospedale rischiano di non poter riconoscere i propri figli. 
Una chiesa a cui importasse qualcosa del messaggio del vangelo si renderebbe conto che l’attuale premier, con i suoi comportamenti e con il suo stile di vita, promuove ideali opposti a quelli di Gesù Cristo. L’arroganza della ricchezza e del potere, l’idea che i furbi e i disonesti possono sempre vincere sugli onesti, la mercificazione del corpo femminile e la totale subordinazione della morale al successo e al denaro
E quindi le prese di posizione delle gerarchie ecclesiastiche, su cui certi politici italiani si buttano sbavando, più che irritanti per come attaccano la laicità dello stato e quindi la libertà di non essere cristiani e non conformarsi alle loro idee sono semplicemente patetiche
Hanno passato decenni a combattere i laici e la sinistra perché pretendevano e giustamente pretendono che la chiesa si limiti a dare consigli morali ai propri fedeli e non interferisca con la libertà di tutti i cittadini italiani e non hanno visto, o hanno fatto finta di non vedere, che il loro peggior nemico è quello che ha sempre spergiurato di essere il miglior alleato. 
Nessuno come Berlusconi in questo paese aveva mai fatto tanta pubblicità all’adulterio e al sesso occasionale.
Nessuno aveva mai contribuito così tanto al “relativismo morale“: la corruzione non è più un peccato, vendere il proprio corpo per ottenere vantaggi personali non è più un peccato, mentire non è più un peccato, sguazzare nella ricchezza più spudorata non è più un peccato, insultare chi la pensa diversamente non è più un peccato, essere cattivi e feroci contro i deboli e gli indifesi non è più un peccato. Uccidere i carcerati non è più un peccato. Niente è più un peccato in Italia, grazie al premier, alle sue televisioni e all’appoggio di questa chiesa. Solo l’aborto e l’omosessualità sono ancora peccati. 
Naturalmente l’appoggio di una certa parte politica serviva alla chiesa per avere vantaggi economici rilevanti. Forse è questa l’unica cosa che a loro importa, anche se per ottenerla hanno permesso la vittoria di una società che ignora e deride i valori cristiani non nella forma ma nella sostanza. Come nelle vecchie storie in cui qualcuno accetta l’aiuto di un uomo potente per avere ricchezza e successo e poi solo alla fine si accorge di aver firmato un patto con il diavolo, e aver perduto la propria anima.   

Francesco Defferrari

 
  

    

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>