Il miraggio della casa

casaaumentocostiQuando ieri gli italiani hanno ascoltato Berlusconi dichiarare che aveva comprato una nuova casa a Lampedusa, non si saranno meravigliati. La ricchezza del premier è conosciuta. A qualche giovane in cerca di un appartamento a prezzi non strabilianti sarà però venuto un colpo nel sapere che dalla sera alla mattina il premier ha concluso l’acquisto per una cifra “sotto ai due milioni di euro”. Il colpo sarà stato ancora più forte perché quei giovani rientrano, se fortunati, nella categoria che deve risparmiare 18 anni di stipendi per comprare una casa.

Sono state le associazioni dei consumatori Federcosumatori e Adusbef a fare i conti con il caro-casa e il caro-affitti. Il calcolo è stato fatto su un appartamento di 90 mq in una zona semi centrale di una grande città. E i risultati sono sconfortanti soprattutto per quei giovani che si affacciano nel mondo del lavoro sempre più tardi e che, quindi, vedono rimandata di anno in anno la possibilità di una totale emancipazione e ogni possibile progetto di costruzione di una propria famiglia.
Cominciamo da chi una casa ce l’ha o l’ha comprata da poco: i mutui in dieci anni hanno subito un aumento del 18% e questa è la notizia positiva. Perché già le spese di condominio, acqua e riscaldamento hanno subito aumenti sopra l’80% e addirittura i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria (quindi le spese che permettono di vivere in una casa che non cada a pezzi) hanno subito un aumento del 260%. E non va meglio a chi invece una casa ce l’ha in affitto, perché oltre all’aumento delle spese per acqua riscaldamento e condominio, gli affittuari hanno subito anche l’incremento dell’affitto mensile arrivato a un +87%. Con un totale costi per manutenzione straordinaria di un appartamento salita un +308%. «Lo studio conferma che i costi relativi alla casa – sottolineano Federconsumatori e Adusbef – continuano a pesare fortemente sui bilanci familiari». I costi totali (compresi di mutuo o affitto) sono, infatti, aumentati di 241 euro al mese per la casa di proprietà e di 707 euro per la casa in affitto. E le spese si ripercuotono soprattutto su chi, ad esempio dieci anni fa, ha scelto di non comprarsi una casa ma di prenderne una in affitto. Perché in dieci anni ha visto le sue spese aumentare dell’83% contro un +33% di chi invece la casa, dieci anni fa, l’ha comprata. Anche qui, però, non mancano le sorprese. Chi dieci anni fa si è aperto un mutuo aveva calcolato che sarebbero bastati “solo” 15 anni di stipendio (tre in meno rispetto ad oggi) per coprire le spese. A breve, però, potrebbe avere delle brutte notizie. Se da aprile – come si vocifera – la Bce aumenterà i tassi di qualche punto, questo rincaro avrà ripercussioni su tutti coloro che hanno acceso un mutuo a tasso variabile.
Mentre il Governo è alle prese con la prescrizione breve di cui al cittadino medio non interessa nulla, questi dati elaborati dall’Osservatorio Nazionale della Federconsumatori (O.N.F.) mostrano come priorità del Governo dovrebbero essere provvedimenti rivolti a ridurre il costo dell’abitazione, specie per i ceti più deboli, dotando il Paese di un serio piano per l’edilizia residenziale e, provvedimenti tesi a sostenere il potere di acquisto delle famiglie, attraverso una detassazione per il reddito fisso.
Perché con una disoccupazione giovanile al 29% e con nessuna politica non solo sul fronte occupazionale ma nemmeno sul fronte residenziale, emanciparsi dalle famiglie di origine diventerà sempre più un miraggio per i giovani, ormai nemmeno più tanto, italiani.

Marianna Lepore


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