Il lupo perde il pelo ma non il vizio

NicoleMinettitelevisioneI tempi del “ciarpame senza pudore” sembrano così lontani, ma la storia torna a ripetersi. In Lombardia, per le prossime elezioni, ha conquistato un posto sicuro in consiglio regionale l’igienista dentale del premier. Nicole Minetti è una giovane avvenente che assicura di essere adeguata al ruolo. Il vero problema, forse, non è la sua preparazione.

Il problema è che la politica non cambia. I posti offerti alle donne sono sempre pochi e quando ci sono si titola a gran voce “quattro candidate donne alla guida delle regioni”. Qual è la notizia? Che quattro donne potrebbero diventare “governatori”? Nel ventunesimo secolo non dovrebbe essere una grande notizia. E non dovrebbe esserlo nemmeno una qualsiasi donna candidata nei posti a elezione certa in un consiglio regionale. Ma diventa una notizia se alcune delle candidate con la politica non hanno nulla in comune. Anzi alle spalle possono vantare una breve carriera di igienista dentale e la presenza in alcuni programmi televisivi. Come opinionista? Come signorina buonasera? No, come ragazza più o meno discinta.
Per i programmi televisivi Scorie e Colorado Café, Nicole Minetti esibiva generosi decolleté, gli stessi che hanno occupato le pagine dei giornali italiani e stranieri che hanno parlato della notizia. Poi ha lavorato come igienista dentale (per un mese) proprio al San Raffaele, l’ospedale dove Silvio Berlusconi ha ricostruito il suo sorriso in seguito all’aggressione di Tartaglia.
La folgorazione deve essere arrivata in quel momento e così Nicole è stata scelta per occupare un posto che potrebbe portarla molto in alto. Lei assicura di “essere adeguata al ruolo” e chiede solo di smettere di pubblicare le foto di quando ha lavorato in televisione. “E’ stata una parentesi che mi è servita per pagarmi gli studi e non gravare sulla mia famiglia”.
Non sarebbe poi l’unica a vantare una conoscenza personale con il premier e aver conquistato un posto in lista in Lombardia. C’è anche il fisioterapista del Milan, Giorgio Puricelli che conquisterà con ogni probabilità lo stesso posto.
La candidatura della Minetti, però, fa riflettere ancora di più. Perché dimostra che il ciarpame senza pudore non è finito, è sempre lì. Perché documenta in base a quali caratteristiche vengano scelte molte delle candidate nelle liste del Pdl. E perché, ancora una volta, permette di sfruttare l’immagine della donna. La candidata chiede di non pubblicare le sue foto in costumini adamitici perché “il mio mestiere non è quello”. Non sa che entrare nell’arena politica significa accettare che la propria vita sia scandagliata.
Il Daily Mail ricorda che la ragazza era diventata igienista dentale a Novembre e dopo solo un mese ha riparato il sorriso di Berlusconi.
Forse il ragionamento deve essere stato che, se dopo un solo mese di lavoro era riuscita a ricostruire un così bel sorriso allora chissà cosa poteva riuscire a fare in politica. 

Oggi le critiche arrivano da altre donne, quelle che il successo l’hanno ottenuto senza necessariamente agitarsi in bikini. Anna Finocchiaro, capogruppo in Senato del partito democratico, ha detto che il premier “ha scelto di candidare delle donne più per la loro bellezza che per la loro esperienza”.  Mentre Chiara Volpato, la sociologa che la scorsa estate aveva invitato le mogli dei primi ministri mondiali a boicottare il G8 in seguito al profondo sessismo di Berlusconi, ricorda che l’atteggiamento del premier non è cambiato. Solo la scorsa settimana parlando dell’immigrazione clandestina dall’Albania, diceva che andava fermata, “tranne che per le belle ragazze”.
Qualcuno dal partito alza la testa indignato, come Roberto Jonghi Lavarini, consigliere comunale del Pdl a Milano, che pensa questa sia “una scelta decisamente fuori luogo e persino offensiva nei confronti delle giovani militanti del Pdl che fanno politica da anni”. La sua è stata, però, un’unica voce fuori dal coro. Gli altri si sono censurati.
L’imperatore ha scelto ancora una volta la sua preferita. Ormai è abituato da anni a farlo. E se le donne vere, quelle che per pagarsi gli studi universitari fanno le cameriere, quelle che il bikini succinto non lo sfoggiano davanti a una telecamera, quelle che ogni giorno combattono per non essere solo oggetti sessuali, ma teste pensanti, per una volta decidessero di farla di nuovo la rivoluzione? Dovrebbero solo dire di no. A un partito che le donne le usa solo quando fa comodo, a una televisione che le usa solo per fare ascolto. Dovrebbero ribellarsi a un predominio maschile che in Italia, nel ventunesimo secolo, è ancora lontano dal cadere.

Ciao, baby! Why Italy just can’t say no to Silvio da The Independent 

Marianna Lepore

 
Ordina libri, cd, dvd su Ibs e sostieni il sito

     

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>