Che stanchezza

BerlusconiIl motivo per cui Berlusconi non vuole e non può farsi processare è abbastanza ovvio: sa benissimo che sarà condannato. Perché i giudici lo perseguitano, dice lui. Perché ha commesso i reati di cui è accusato, secondo le ipotesi d’accusa dei suoi processi. Molti di questi reati riguardano alla fine degli esempi classici di concorrenza sleale: un imprenditore che corrompe un giudice perché decida in suo favore, falsifica bilanci, sposta fondi qua e là, nasconde i suoi debiti.

Cose che in Italia hanno fatto moltissimi imprenditori. Ma questo non significa che possano essere giustificate. Farlo vorrebbe dire che gli imprenditori onesti hanno fatto male ad esserlo. Se questa è la morale in cui il PdL crede allora diamo libertà di reato a tutti, e vinca il più furbo. Negli altri paesi del mondo, non soltanto nelle democrazie ma anche in molti regimi autoritari, nessuno si sognerebbe di giustificare di fatto l’illegalità come si fa qui in Italia. Tanto meno si sognerebbero di candidarla alle elezioni e votarla. 
Già tutto questo è completamente assurdo, come se la politica italiana fosse un mondo rovesciato dove non valgono le regole e le leggi di convivenza umana che valgono tra i cittadini comuni e in tutti gli altri paesi del mondo. Ma purtroppo c’è un aspetto ancora peggiore, il fatto che nel PdL ci siano persone indagate per concorso esterno in associazione mafiosa come Cosentino o Dell’Utri, ora sotto processo, e che lo stesso premier abbia assunto in passato come stalliere un mafioso famigerato come Mangano e sia stato persino indagato per le stragi di mafia del 92-93. Ora, anche nei regimi autoritari più corrotti del mondo i politici e l’opinione pubblica avrebbero difficoltà a votare ed eleggere persone con simili curriculum. Ma in Italia no. Si va avanti così da 15 anni e ogni volta che una legge ad personam fatta da Berlusconi viene bocciata o fermata, subito ne arriva un’altra, peggiore della precedente. La strategia è voluta, una sorta di vendetta e una minaccia: “Se non fate quello che voglio io, distruggo tutto”.
Questo rovesciamento della realtà è possibile, non bisogna mai dimenticarlo, anche perché Berlusconi controlla da anni gran parte dell’informazione italiana grazie ai suoi amici nei vecchi partiti prima del 92 e grazie alla connivenza dell’opposizione negli ultimi 15 anni. 
Chi da tanti anni guarda tutto questo con incredulità e disgusto ormai è preda di una grande stanchezza. Da una parte una maggioranza con un leader indagato, inquisito e imputato che a parte sfornare leggi ad hoc per salvare il capo e provvedimenti inutili figli del più becero razzismo o populismo non ha fatto assolutamente nulla di utile per il paese. Dall’altra un’opposizione inconsistente, pure lei spesso compromessa con le mafie e corrotta, che quando ha governato ha cercato di tenere in ordine i conti pubblici, ma niente più di questo. 
Solo una minoranza degli italiani è consapevole di questo stato di cose e cerca di contrastarlo, ma forse sbaglia. Forse bisognerebbe smettere di opporsi e vedere che cosa succede, lasciare che l’Italia imploda come apparentemente desidera, che crolli una buona volta sotto il peso dei suoi stessi peccati. Questo però non si può fare. La corruzione sistematica e la connivenza con le mafie sono incompatibili con la civiltà. Non si può stare fermi a guardare mentre un branco di criminali senza scrupoli ti brucia la casa. Continuare a opporsi è necessario, nonostante la stanchezza.

Francesco Defferrari


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