Il bene comune

In blu i paesi che permettono il matrimonio gay, azzurro le unioni civiliQuando qualcuno parla di “bene comune” bisogna sempre preoccuparsi, perché questa espressione è stata largamente abusata nel corso della storia dell’umanità da chi voleva semplicemente imporre a tutti gli altri i propri interessi ed obiettivi.  La Chiesa Cattolica è maestra di questo atteggiamento. Durante la sua recente visita in Portogallo il Papa ad esempio ha dichiarato che matrimoni gay, divorzi e aborti sono insidie per il bene comune. 

Si tratta ovviamente del bene comune di cui la Chiesa si considera unica interprete e depositaria, anche se “il bene” può essere “comune” solo fino a un certo punto. Quello che è bene per alcuni può non esserlo per altri, soprattutto in riferimento alla vita privata delle persone. Che la Chiesa si pronunci contro aborto, divorzio e matrimoni gay non è certo insolito né nuovo, ma le parole usate da Ratzinger in Portogallo, alla vigilia della legge che ha definitivamente legalizzato le unioni civili nel paese, non sono certamente un amichevole consiglio, ma un invito alla proibizione. 
La Chiesa insomma si appella ai politici “amici” perché emanino leggi che costringano tutti quanti, anche gli atei e i laici, a seguire i dettami cattolici e perché impediscano l’entrata in vigore di leggi per garantire la libertà di scelta e di coscienza. Si tratta insomma della solita Chiesa medioevale che nei secoli non è cambiata affatto e sarebbe sempre più che disposta a utilizzare la forza “secolare” per imporre “il bene comune” a tutti, che lo vogliano o no. 
La solita Chiesa ipocrita e corrotta che pretende di difendere i bambini non nati ma non ha mai difeso i bambini vittime di preti pedofili, e non si fa scrupolo di gestire il proprio patrimonio immobiliare come un’azienda qualsiasi, sfrattando le famiglia in difficoltà e distribuendo appartamenti a politici, imprenditori e giornalisti amici. 
Fortunatamente in questo particolare caso l’appello del Papa non ha avuto effetto e in Portogallo il Presidente ha firmato la legge che legalizza il matrimonio omosessuale. E’ il sesto paese in Europa a farlo, dopo aver consentito nel 2007 e nel 2008 anche aborto e divorzio. L’Italia, dove la stragrande maggioranza dei politici è sempre succube dei desideri vaticani, rimane come al solito indietro nel campo dei diritti civili. 
Meglio dimenticare questo genere di “bene comune” spacciato da chi non ha il minimo rispetto per la libertà delle persone di vivere come desiderano, che dovrebbe essere il bene comune più importante di tutti. Ci sono ben altri “beni comuni” per cui quest’espressione ha senso, come l’acqua pubblica, l’ambiente, i diritti umani e civili. 

Francesco Defferrari

 
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