Il 25 aprile

Resistenza a Genova

Perché l’Italia festeggia il 25 aprile? Lo festeggia perché è il giorno in cui, nel 1945, alleati e partigiani riuscirono a liberarla dall’occupazione nazista. Un’occupazione che era durata quasi due anni e aveva compiuto innumerevoli stragi, nella maggior parte dei casi di civili inermi tra cui donne, anziani, bambini, preti. I nazisti avevano degli alleati interni, i fascisti della cosidetta repubblica di Salò. Traditori della patria. 

Questo a prescindere dal giudizio storico sul fascismo precedente al 1943, che comunque perseguitò, esiliò e uccise migliaia di oppositori politici, instaurò in Italia una dittatura di fatto e permise la vergogna delle leggi razziali, quando migliaia di cittadini italiani furono discriminati solo perché di religione ebraica.  Oltre a tutto questo i fascisti di Salò furono effettivamente traditori dell’Italia, degli italiani e del legittimo governo, che il 25 luglio del 1943, su iniziativa dello stesso Gran Consiglio del Fascismo, una sorta di consiglio dei ministri, aveva rimosso il primo ministro Benito Mussolini, in carica dal 1922. Il Gran Consiglio non era di certo un organo di opposizione, ma aveva rimosso Mussolini perché l’Italia e gli italiani non ne potevano più di una guerra insensata e rovinosa al fianco dei nazisti. E infatti la notizia della rimozione di Mussolini fu accolta nelle piazze e nelle strade d’Italia con festeggiamenti e sollievo. Nessuno scese in piazza per sostenere il “duce”. Il successivo governo Badoglio avviò le trattative con gli alleati per sganciarsi dalla Germania nazista e cambiare campo, ma i tedeschi liberarono con un blitz Mussolini, prigioniero sul Gran Sasso, e lo portarono nel nord Italia per creare un governo fantoccio
Intanto occupavano l’Italia fino a Napoli, mentre Bari resisteva e riusciva a respingerli. Non così a Roma, dove nonostante la resistenza di militari italiani, i tedeschi occuparono la città. E si abbandonavano a massacri di soldati italiani ovunque in Europa, come a Cefalonia, o li deportavano nei campi di prigionia in Germania. Il governo fascista di Salò è stato un governo fantoccio e illegittimo che aiutava i tedeschi a massacrare civili italiani, aiutava i tedeschi a deportare e sterminare cittadini italiani di origine ebraica, aiutava i tedeschi a deportare lavoratori italiani perché finissero a fare gli schiavi nelle fabbriche tedesche. Un governo ridicolo che aveva persino regalato ai tedeschi Alto Adige e Friuli. E infatti coloro che aderirono volontariamente a questo governo fantoccio furono una piccolissima minoranza: chi veniva chiamato alle armi fuggiva, si nascondeva o entrava nelle resistenza, e gli arruolamenti aumentarono solo quando i nazisti stabilirono la pena di morte per i renitenti alla leva. 
Contro i nazisti occupanti e assassini e i loro servi fascisti presero le armi decine di migliaia di giovani italiani. Erano militari che combattevano per il governo legittimo nel sud Italia. Erano militari che nel centro nord avevano rifiutato di tradire l’Italia diventando i cani da guardia dei nazisti. Erano cattolici, monarchici, liberali, radicali, socialisti, comunisti. Erano disposti a combattere per il loro paese e non erano disposti a vederlo diventare schiavo della Germania nazista. C’erano anche cittadini stranieri, inglesi, russi, americani, che fuggiti dalle prigioni fasciste o naziste si erano uniti ai partigiani. C’erano molte donne, ragazze, anziani, sacerdoti, ragazzini che passavano informazioni, facevano le staffette, aiutavano i partigiani in ogni modo possibile.
Molti di loro furono uccisi, torturati, deportati in Germania. Ma alla fine vinsero, i tedeschi furono scacciati dall’Italia e i fascisti sconfitti. Come spesso accade nelle guerre, ci furono vendette private, omicidi ingiusti e furono uccise persone che non avevano fatto quasi niente a parte aderire alla repubblica di Salò, mentre molti, troppi criminali di guerra, tedeschi e italiani, la fecero franca. 
Anche perché i fascisti furono perdonati quasi subito con l’amnistia firmata dal segretario del Partito Comunista, Palmiro Togliatti, nel 1946. E le inchieste contro i criminali di guerra furono insabbiate, persino il Vaticano aiutò criminali fascisti e nazisti a fuggire all’estero. Come può esserci ancora oggi in Italia la tendenza a giustificare i fascisti di Salò, che non solo erano criminali di guerra, ma nella maggior parte dei casi nemmeno pagarono per i loro crimini, tanto che uno di loro, Junio Valerio Borghese, ebbe anche modo di organizzare un tentato golpe nel 1970. 
Oltretutto il movimento sociale italiano, il partito nato dalle ceneri del fascismo, accolse gli ex nemici monarchici e in genere la destra nazionalista già negli anni 60. Nessun partito attuale dovrebbe quindi avere dubbi sul fatto che i fascisti di Salò erano traditori e i partigiani rappresentavano la parte sana, legittima dell’Italia. E’ scandaloso che un ministro metta in dubbio il contributo dato da una parte dei partigiani, anche se oggi ritratta. I comunisti italiani avevano formato un governo di unità nazionale con tutti gli altri partiti, compresi monarchici e liberali. Lo stesso Togliatti firmò l’amnistia per la pacificazione nazionale. 
C’è ancora bisogno di specificare e raccontare queste cose dopo 64 anni? Forse sarà sempre necessario farlo perché non bisogna dimenticare mai che i fascisti di Salò erano traditori e collaborazionisti del nemico nazista e il 25 aprile deve essere una ricorrenza sacra per tutti. 

La Russa contro i partigiani da ecn.org/antifa
Di chi e contro chi fu ed è la Resistenza da Blitz quotidiano
Ultime lettere di condannati a morte e deportati della Resistenza Italiana

Francesco Defferrari

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