L’Unità dello stato italiano non si tocca

Garibaldi e i MilleL’idea del federalismo, ereditata dal democratico Cattaneo è diventata l’incubo leghista; un grande sogno, col quale, probabilmente, vorrebbero separare l’Italia. La politica della Lega nasce come idea di separare il fantomatico Stato Padano, le cui radici si fanno risalire al tempo delle lotte dei Comuni contro il Barbarossa, nelle gesta di Alberto da Giussano ed al Carroccio, come simbolo della lotta popolare di liberazione.

I Comuni come simbolo dell’indipendenza e dell’autonomia del popolo contro il centralismo imperiale del Barbarossa. In più occasioni la Lega ha manifestato la sua idea separatista; il federalismo costituisce una fase che potrebbe allontanare definitivamente il meridione, mal governato, dal resto dell’Italia.
Le varie dichiarazioni leghiste, in merito ai festeggiamenti per i 150 anni dell’unità d’Italia, sono chiare, nel loro contenuto, e manifestano una non-celata indifferenza, direi fastidio, nei confronti dello Stato Italiano; una presa di posizione ideologica che nasce dalla volontà di volere separare il Nord dal resto dell’Italia.
La parte democratica della realtà dei cittadini e delle Istituzioni hanno ribadito l’importanza vitale del Risorgimento, che nella sua storia complessa e dolorosa ha saputo conquistare all’unità tutti gli italiani. Che le diverse storie delle varie Regioni possano recriminare qualche ritardo, non superato dai vari governi che si sono succeduti, non toglie che il sentimento coeso di tutti coincida e si fonda con l’orgoglio di appartenenza alla cittadinanza italiana ed al territorio Italia, considerata la Patria, che nei secoli, fino alle lotte antifasciste ed alla seconda guerra mondiale, hanno visto più volte il sentimento unitario fondersi coi valori della democrazia, dell’onore, dell’appartenenza, della difesa dei principi, della famiglia, della religione, e della dignità, contro ogni parvenza di sopruso, che potesse indebolire i principi fondanti su cui noi italiani ci sentiamo forti ed uniti; la stessa Resistenza al nazifascismo nasce come un movimento agitato da tutti indistintamente, che hanno fuso quei valori in un’azione comune, che, superando la diversità delle culture, delle ideologie, delle religioni, sono riusciti a compattarsi uniti contro il nazifascismo; infatti, solo il sentirsi italiani nella diversità ha prodotto il magnifico impasto che si chiamò Resistenza e che vide l’italiano combattere contro tutti coloro che depredavano, uccidevano, e distruggevano, dileggiando i valori veri su cui il popolo fonda il suo riconoscersi e la sua identità vera.
Dire ITALIANO significa abbracciare tutto il territorio su cui le varie Regioni amministrano le cittadinanze, sotto un’unica bandiera: il glorioso tricolore, simbolo della nostra forza, della nostra cultura passata ed attuale, delle nostre famiglie, della nostra terra e delle sue bellezze. Dileggiare o combattere l’unità significa uccidere tutti i valori fondativi che ci tengono uniti e ci fanno essere tali: cittadini, con una storia millenaria, che hanno saputo, al tempo dei Romani, dominare il mondo e dettarne le leggi ed i tempi.
Nessuno può permettersi il lusso di pensare di potere dileggiare l’unità; chi lo fa offende direttamente il sentimento e l’appartenenza di noi tutti; e noi tutti, a questa grande offesa, ci ribelliamo; non ci stiamo e gridiamo che l’unità dell’ITALIA è intoccabile ora, domani e nel futuro, fino a quando la cultura resta tale e l’intelligenza sappia indicarci il cammino verso un futuro migliore, avulso da falsità, ipocrisie, falsi miti e paure istintive. Chi non ci sta non ha cittadinanza e non ha appartenenza.
Adesso la Lega si e’ posta lungo un binario di evidente indifferenza all’Unità, quindi, ai valori supremi da cui nasce e si svolge tutta l’azione del popolo. Il popolo e le Istituzioni sono chiamati alla sua difesa. Sia il Capo dello Stato, sia rappresentanti dell’alto clero, hanno, in questi momenti, dichiarato il supremo valore su cui si fonda l’unità di tutti.
Ma, se si deve ricorrere alle Istituzioni ed al sentimento degli italiani, significa che siamo in un momento di crisi dei valori e di grande crisi dell’azione politica; una crisi di natura economica a cui si somma quella di natura politica, per colpa di una bassa politica i cui livelli si chiamano: respingimenti, reato di clandestinità, riduzione degli alunni immigrati, denuncia da parte dei medici nella cura di un clandestino alle autorità, ronde e pregiudizi nei confronto dell’altro, lo straniero, considerato diverso, quindi, un nemico da respingere……
Trattasi di rappresentanti politici eletti dal popolo che hanno giurato fedeltà allo Stato italiano; il mettere in dubbio l’unità o il dimostrare indifferenza, con azioni e dichiarazioni univoche, palesano atti di irresponsabilità e di violazione del giuramento assunto davanti al Capo dello Stato. Le dichiarazioni dei rappresentati leghisti, non soltanto sono fuori luogo, ma esplicitano quel loro sentimento di chiusura socio-culturale, che nasce dalla paura e da una forma claustrofobica, che non riesce a varcare i confini della loro immaginaria linea di confine tra le loro presunte pianure e gli altri. E’ giunta l’ora di affrontare questo problema, in modo definitivo.

Cesare Pisano

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