Chiarimenti

Bambini afghani a Roma

La politica del governo sull’immigrazione, dopo le critiche di tutte le organizzazioni umanitarie laiche e cattoliche, dell’Onu e dell’Ilo, viene criticata anche dall’Unione Europea. La Commissione Ue chiede chiarimenti al governo italiano con una lettere che, se non riceverà adeguate risposte, potrebbe essere l’inizio di una procedura per imporre il cambiamento della legge. 

Già la scorsa settimana il commissario alla Giustizia Barrot aveva contestato la politica dei respingimenti. Respingere potenziali profughi nel canale di Sicilia significa non poter sapere se avrebbero diritto d’asilo, in violazione di trattati internazionali e regole comunitarie che l’Italia ha firmato, nonchè in violazione dell’articolo 10 della Costituzione, che stabilisce che “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica”. I respingimenti però non sono stati fatti con una legge, ma grazie a un trattato con la Libia, quindi solo la censura dell’Onu o della Ue potrebbe farli cessare. “Come fa il governo italiano a garantire di non aver violato gli obblighi sul diritto d’asilo? Come avete fatto a valutare che a bordo non ci fossero persone idonee a essere protette nel nostro Paese, come richiedono le regole europee?” chiede il commissario alla Giustizia. E’ chiaro che il governo italiano non può rispondere a queste domande. 
Il decreto sicurezza invece, appena firmato dal Presidente Napolitano, è ora una legge che può essere contestata dalla Commissione Europea e impugnata di fronte alla Corte Europea. La Commissione intanto ha già diversi rilievi da fare. L’Europa teme che il reato di immigrazione clandestina finisca per essere applicato anche a cittadini comunitari, come i rumeni e i rom. Teme che la legge renderà effettivamente impossibile registrare all’anagrafe e riconoscere i figli per i clandestini. Contesta i costi per ottenere il permesso di soggiorno, una specie di bustarella allo Stato per essere regolarizzati in linea con la tradizione di efficienza e legalità del nostro paese. Contesta anche la violazione della privacy implicita nel controllo di tutti i trasferimenti di denaro verso l’estero fatti dagli immigrati, un’altra parte della legge che mira a rendere la vita impossibile ai clandestini. Vedremo come il governo italiano risponderà a questi rilievi. 
L’impressione è che a loro non importi molto che la legge sia incoerente e inapplicabile, nè che possa essere denunciata da Ue e Onu. Loro l’hanno fatta solo per motivi di propaganda, annunciandolo in diretta televisiva. Lo scopo era soltanto questo. Non importa se ora verrà smontata pezzo per pezzo dall’Unione Europea o dalla Corte Costituzionale, come successo per un’altra legge assurda e incostituzionale, la Legge 40 sulla Fecondazione assistita. Se succede, sarà sufficiente non dirlo in televisione

Francesco Defferrari 

Ero straniero, Chiesa e associazioni cattoliche (e Gesù Cristo) contro il decreto sicurezza
Piccole storie di pericolosi criminali. Chi sono davvero i clandestini
Come una vergogna. Se sono tanto orgogliosi dei respingimenti, perché non li mostrano in televisione?
Benvenuti in un paese disumano. Le associazioni e le organizzazioni internazionali contro il decreto
Uomini e No. Il decreto sicurezza priva i clandestini dei basilari diritti umani 
La colossale menzogna, non è affatto vero che l’immigrazione aumenta il crimine  

Io non respingo, la campagna contro i respingimenti in Libia
Che razza di cristiani sono, perché troppi cattolici italiani appoggiano l’inumana politica dei respingimenti
Prendersela con i più deboli, gli immigrati dei barconi usati come capri espiatori di tutti i problemi italiani
Sono tutti contenti, lo scandalo dei respingimenti in Libia 
Criminali, l’inefficacia della criminalizzazione della clandestinità

Appelllo contro il ritorno delle leggi razziali in Europa, di Camilleri, Tabucchi, Maraini, Fo, Rame, Ovadia, Scaparro, Wu Ming, Amelio

 

  

     

 

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>