Nascere in Svizzera, morire in Olanda

Vaticano

Le leggi volute dalla maggioranza di centrodestra su mandato Vaticano hanno aperto agli italiani un nuovo settore turistico: il turismo procreativo. Nonostante i proclami trionfalistici del sottosegretario alla Salute secondo cui la legge 40 funzionerebbe benissimo, la realtà è che ogni anno migliaia di coppie vanno all’estero per avere un bambino. Chi infatti ha ragione di temere malattie genetiche in Italia non può ricorrere alla diagnosi pre-impianto, permessa invece in tutti i paesi europei e persino in Turchia. 

Per chi invece ha scelto la fecondazione in vitro in Italia i dati dell’Istituto superiore di sanità dicono che i parti trigemellari sono arrivati al 3,5%, contro una media europea dello 0,8%. Effetto dell’obbligo di impiantare tutti gli embrioni. Martedì 31 marzo la Corte costituzionale dovrà pronunciarsi sui numerosi ricorsi sollevati dalle coppie che rivendicano il diritto di ricorrere alla diagnosi pre impianto. La legge sarebbe incostituzionale perché viola l’art. 32 della Costituzione, che tutela la salute come diritto dell’individuo, impedendo ai possibili portatori di malattie genetiche di accedere a tecniche di prevenzione disponibili ed efficaci.
Il governo e i media rilasciano comunicati che sottolineano l’aumento delle nascite, ma dimenticano che negli altri paesi europei, dove ci sono leggi più liberali, la percentuale di successo per chi si sottopone alla fecondazione assistita è molto più alta. Dimenticano che la legge 40 ha portato ad un aumento degli esiti negativi delle gravidanze, degli aborti resi necessari da malformazioni genetiche, dei parti plurimi. E con un notevole volo pindarico attribuiscono alla legge 40 l’aumento delle percentuali di successo della fecondazione. Merito della legge, non dei medici che lavorano nei centri e della ricerca scientifica. 
Intanto le pazienti trattate continuano ad aumentare. Merito della legge pure questo? No effetto del continuo invecchiamento delle madri in un paese in cui trovare lavoro, casa e stabilità economica a 20-25 anni è praticamente fantascienza.  
Il successo della legge 40 è tutto della Spagna, della Svizzera e degli altri paesi che beneficiano del turismo procreativo. Il successo della legge 40 è aumentare aborti che potevano essere evitati con la diagnosi preimpianto.
E riesce difficile comprendere dove sia la difesa della vita in tutto questo. 
Se per nascere bisogna andare in Svizzera, per morire bisognerà andare in Olanda. La cosidetta legge sul testamento biologico serve in realtà a impedirlo, poiché prevede che una persona possa essere tenuta in vita, anche quando il suo cervello è completamente morto, con alimentazione a idratazione artificiale. La possibilità di lasciare un “testamento biologico” con le proprie volontà, come accade in tutti i paesi civili, è stata in pratica del tutto vanificata dall’emendamento Udc che lo ha reso non vincolante per il medico. Agli italiani che non vogliono restare  attaccati per anni a un letto d’ospedale diventando in pratica morti viventi non resta che sperare di poter sapere per tempo quando l’ora sta arrivando e andarsene in un paese europeo più civile, come l’Olanda. Lì se vuoi vivere puoi vivere, se vuoi morire puoi morire, e lo Stato e la Chiesa non sono autorizzati a decidere al tuo posto.
E anche qui è difficile riuscire a capire dove siano l’amore per il prossimo e la carità cristiana, nell’impedire a una persona cerebrarlmente morta di andare dove deve andare, in pace. Non si capisce nemmeno che rapporto ci sia tra l’amore per il prossimo e la volontà di obbligare tutti a vivere seguendo i dogmi di alcuni.
Questa è l’Italia per voi. Cercate di nascere e morire da qualche altra parte.   

Relazione sull’attuazione della legge 40 del ministro Livia Turco durante il precedente governo, riportata dal sito molecularlab.it 
Cronaca di due leggi vergogna, sul sito dell’Associazione Luca Coscioni

Francesco Defferrari


 

 

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>