Le spese pazze del governo

governoGli sprechi del governo italiano sono tanto numerosi che è difficile contarli. Hanno speso 184 milioni di euro per comprare un vaccino antinfluenzale che si è rivelato del tutto inutile. La Novartis aveva ottenuto dal governo italiano un contratto senza possibilità di restituzioni che dire vantaggioso è poco. La Corte dei conti si era lamentata, invano, che il contratto fosse stato tenuto segreto. Sarà stato del tutto casuale che la moglie del ministro che lo ha stipulato, Sacconi, sia direttrice di Farmindustria?

Vogliono spendere almeno 6 miliardi di euro per il Ponte sullo stretto di Messina. Anche qui la Corte dei Conti ha fatto notare che le previsioni di spesa continuano a salire e il progetto è fumoso. La Corte avanza dubbi a tutto campo: sulla spesa prevista, sulla reale utilità del progetto, sul suo impatto ambientale e sulla fattibilità di quello che dovrebbe essere il ponte a campata unica più lungo del mondo, in una delle zone del pianeta con il rischio sisimico più alto. Ma intanto le aziende interessate hanno già ricevuto ampi finanziamenti. Le spese allegre dello stato italiano non si limitano a questo: solo la gestione del palazzo del nostro governo costa più di 4 miliardi di euro l’anno, in gran parte impiegati per stipendiare 4500 persone tra consulenti e collaboratori di ogni genere. Stessa storia al Quirinale, alla Camera e al Senato, dove i dipendenti, circa 3000, hanno stipendi superiori a 100.000 euro l’anno. In più ci sono i generosi stipendi, rimborsi spese e vitalizi di deputati e senatori, presenti e passati. Altri miliardi di euro
Questo mentre molti italiani, soprattutto i giovani, hanno a malapena il necessario per pagare le bollette o nemmeno quello, e spesso dipendono in pratica dalla carità dei parenti stretti. Nel paese ci sono milioni di disoccupati e lo stato taglia posti di lavoro nei settori pubblici strategici, come la scuola. Perché i soldi non ci sono, dicono. Eppure stranamente per sprecarli i soldi li hanno eccome. Le cifre appena citate sarebbero sufficienti per pagare 1 milione di anni di stipendio a una maestra o a una professoressa, che non guadagnano di certo cifre molto alte. Quindi 10 anni di stipendi per 100.000 docenti. Giusto per dare un po’ la proporzione delle cose. E’ ovvio che certe spese uno stato grande come l’Italia dovrebbe averle in ogni caso. E’ ovvio che ci sono casi in cui le opere pubbliche possono essere utili, anche se sono molto costose. Ma è altrettanto ovvio che in periodo di grave crisi e di grande disoccupazione il settore pubblico potrebbe fare qualcosa di più per mitigare la gravità della situazione. Invece i politici italiani regalano soldi soltanto ai loro amici stretti. Hanno sempre fatto così. Adesso si vuole beatificare Craxi, proprio per dimostrare, a chi avesse ancora dei dubbi, che questo genere di comportamento è ammirevole in un politico. Se guardiamo agli altri stati democratici però le spese per la gestione dei parlamenti e dei governi sono in media la metà delle nostre. Se lo stato italiano risparmiasse, soprattutto in periodo di crisi, potrebbe creare circa 50.000 posti di lavoro utili nel settore pubblico. O iniziare a ripagare in parte il nostro enorme debito. O abbassare davvero le tasse. Invece i soldi si buttano per dipendenti e consulenti strapagati. Negli altri paesi tutto questo non succede perché c’è una stampa libera, che denuncia subito anche il minimo spreco all’opinione pubblica. E c’è anche una cittadinanza attiva e consapevole che non continua a votare i ladri e i corrotti ad ogni elezione, invece di ricordare come spendono in libertà e allegria i soldi dello stato. 

Francesco Defferrari


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