Tecniche avanzate di sconfitta

Il leader Udc Casini e il leader Pd BersaniSe la sinistra italiana non esistesse, Berlusconi avrebbe dovuto inventarla apposta. Se l’Italia si trova in piena emergenza democratica, è in gran parte merito dei partiti del centrosinistra. Tra il 94 e il 96 la giunta per le elezioni della Camera salvò Berlusconi più volte, anche se avrebbe dovuto legittimamente impedire a un titolare di concessioni pubbliche di rivestire cariche elettive.

Per entrare in politica Berlusconi avrebbe dovuto rinunciare alle sue televisioni, e quindi eliminare il suo gigantesco conflitto d’interessi. Ma non si è mai preoccupato troppo della questione, perché evidentemente i suoi avversari gli avevano garantito che non avrebbero cercato di togliergli le televisioni. E infatti quando hanno governato non lo hanno mai fatto. 
Un accordo veramente assurdo, perché Berlusconi ha sempre utilizzato il suo potere sui media a fini politici e non ha mai rispettato nessuna promessa, né quelle fatte agli italiani in campagna elettorale, né quelle fatte agli avversari politici. Eppure il centrosinistra continua, ancora oggi, a cercare “il dialogo”, come una forma elaborata di autolesionismo. Le occasioni in cui il centrosinistra italiano ha aiutato Berlusconi o ha evitato di attaccarlo in momenti di debolezza sono così numerose da non poter essere elencate in uno spazio ragionevole.
Il capolavoro finale lo ha fatto Veltroni nel 2008, distruggendo per creare il PD quell’unità che bene o male aveva permesso ai partiti alternativi a Berlusconi di vincere le elezioni due volte, nel 1996 e nel 2006. Dal PD in poi è stato un continuo peggioramento. Le sinistre, dopo la sconfitta alle elezioni della Sinistra Arcobaleno, si sono frantumate in una miriade di pezzi che continuano a spezzettarsi per ragioni incomprensibili ai profani.
Il PD, invece di fare opposizione ad un governo terrificante, ha criticato più spesso il suo principale alleato, l’IDV, che Berlusconi. Ora, in vista delle elezioni regionali, intende allearsi con l’UDC di Casini. Se dal punto di vista della sincerità democratica e della lealtà alle istituzioni l’UDC è certamente meglio di Berlusconi, ha comunque nel suo programma alcuni punti difficilmente digeribili, come ad esempio l’aver ricandidato come senatore Salvatore Cuffaro, condannato in primo grado per favoreggiamento alla mafia, considerato dalla magistratura un uomo legato alle cosche fin dai primi anni 90. Oppure il fatto che l’UDC è un partito che nasce dalla destra cattolica, e quindi favorevole ad una serie di leggi incompatibili con la laicità dello stato mirate a vietare le unioni civili, la fecondazione assistita e il testamento biologico. 
Il comportamento della dirigenza del PD dalla sua nascita ad oggi, e del centrosinistra in generale dal 94, potrebbe far ragionevolmente credere che in realtà siano sempre stati alleati occulti di Berlusconi. Ma più probabilmente provano soltanto un’irresistibile attrazione verso la destra. In fondo anche loro hanno integralisti cattolici nel partito e sono stati sfiorati più volte da sospetti di collusione con la mafia. Per non parlare del loro triste amore non corrisposto per Confindustria. 
Poiché a sinistra vige il deserto, incredibilmente l’IDV, un partito che un tempo sosteneva le grandi opere, il nucleare, negava la commissione d’inchiesta sui fatti del G8 e se ne fregava completamente del precariato, oggi è stato costretto a riempire il vuoto e ha iniziato a difendere i lavoratori, sostenere le energie rinnovabili e addirittura criticare gli abusi delle forze dell’ordine
Ma è difficile che l’IDV possa vincere da solo le elezioni, quindi per battere Berlusconi resta necessaria l’unità di tutte le forze politiche che non intendono demolire la Costituzione e violare sistematicamente i diritti umani. Il dialogo e il compromesso sono sempre possibili, ma soltanto con persone ragionevoli e di buona volontà.
Sarebbe ragionevole ad esempio permettere a laici e cattolici di decidere liberamente della propria vita secondo le rispettive convinzioni, senza interferenze da parte dello Stato. Peccato che molti politici, dalla destra fino al PD, non abbiano alcuna intenzione di essere ragionevoli su questo punto, visto che preferiscono il fanatismo religioso.
Sarebbe ragionevole da qualsiasi punto di vista non candidare persone indagate per corruzione o per collusione con la criminalità organizzata. Peccato che molti partiti abbiano candidato anche i condannati in primo grado. 
In questa situazione una sinistra decente dovrebbe rifondarsi sulla base di priorità piuttosto semplici, quello che era il programma, non rispettato, con cui fu eletto Prodi nel 2006: combattere il precariato, difendere la laicità dello stato e la Costituzione, promuovere le energie rinnovabili invece dell’assurda riproposizione del nucleare, rispettare l’indipendenza della magistratura, ripulire la politica locale e nazionale dalla corruzione e da qualsiasi infiltrazione mafiosa, rispettare i diritti umani di tutti, anche quelli dei clandestini e dei carcerati. Un programma insomma che potrebbe essere facilmente condiviso da molti italiani onesti e in buona fede. Invece, poiché non c’è nulla di ragionevole nella politica italiana, si continuerà come sempre a sguazzare nella zona grigia, tra compromessi ingiustificabili e divisioni incomprensibili, mentre Berlusconi continua a vincere e va avanti nel perseguimento dei suoi affari privati. 

Francesco Defferrari

 
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