L’integrità dello stato

spiaGli “interessi supremi da difendere con il segreto di Stato” sono “l’integrità della Repubblica, anche in relazione ad accordi internazionali; la difesa delle Istituzioni poste dalla Costituzione a suo fondamento; l’indipendenza dello Stato rispetto agli altri Stati e le relazioni con essi; la preparazione e la difesa militare dello Stato”. Ma non si capisce che c’entra questo con la decisione di porre il segreto di stato sulle attività del Sismi diretto da Nicolò Pollari tra il 2001 e il 2006.

Eppure è stata questa la decisione del governo. Le inchieste della magistratura hanno portato alla luce, almeno in parte, alcune attività svolte dai servizi segreti, con l’appoggio della Telecom, nel corso del secondo governo Berlusconi: aiutare la Cia nel sequestro illegale di Abu Omar, su cui anche il Governo Prodi decise il segreto di stato, spiare magistrati italiani ed europei, giornalisti non allineati, partiti e politici di opposizione. Azioni del tutto illegali decise dallo stesso governo Berlusconi che aveva una solida alleanza con l’amministrazione Bush e che durante il G8 di Genova del 2001 lasciò mano libera ai peggiori abusi polizieschi mai visti in uno stato democratico dal dopoguerra (parole di Amnesty International).
Le inchieste della magistratura però non potranno andare avanti. Segreto di Stato. Anche la Corte Costituzionale se ne è lavata le mani, e ha deciso di non essere competente a decidere, perché se ne dovrebbe occupare il Parlamento. Peccato che i rappresentanti eletti dal popolo non abbiano mai osato mettere in discussione queste discutibili scelte del governo. Non lo ha mai fatto la maggioranza e non lo ha mai fatto l’opposizione, e non si capisce perché, a meno che i servizi segreti non abbiano avuto tanto successo nel loro spionaggio da aver trovato elementi sufficienti a ricattare una buona parte della politica italiana. D’altra parte di che stupirsi, in un paese dove i servizi segreti sono stati coinvolti nelle peggiori stragi e ne sono sempre usciti impuniti. 
I cittadini comuni di tutto questo non sanno nulla, tv e giornali di regime ne hanno parlato ben poco, e i pochi che sanno non capiscono la gravità di quello che è accaduto. Un governo che usa i servizi segreti contro la magistratura, la stampa libera e gli esponenti dell’opposizione. Siamo ai livelli della Stasi, il servizio segreto della Germania est comunista che spiava tutti. E il presidente del consiglio che guida questo governo ha avuto il coraggio di attaccare le intercettazioni telefoniche, che vorrebbe eliminare con grave danno per la giustizia. Il suo governo però può spiare tutti impunemente, oggi ancora di più perché sa che nessuno gliene chiederà mai conto. 
E’ lo stesso premier che ha attaccato ferocemente Gioacchino Genchi, un servitore dello stato che non intercettava nessuno, ma esaminava su disposizione della magistratura i contatti telefonici di noti mafiosi, trovandovi tra l’altro numerose telefonate con esponenti politici, tra cui alcuni del partito di Berlusconi
E’ la solita dittatura mediatica insomma, che urla accuse infondate contro gli oppositori e intanto commette abusi molto più gravi di quelli che attribuisce agli altri. Ma poiché controlla l’informazione, pochi sanno. E così ogni giorno l’Italia perde qualche pezzo fondamentale delle sue libertà civili e politiche, e chi cerca di lanciare l’allarme è ignorato dagli accordi sottobanco tra partiti politici e sommerso dal rumore della folla ignara e inconsapevole che applaude il capo supremo. 

Francesco Defferrari


Ordina libri, cd, dvd su Ibs e sostieni il sito

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>